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| 28 agosto 2010, 18:12

Albissola: con progetto Chill Out etilometro gratis+nutella

Albissola: con progetto Chill Out etilometro gratis+nutella

L'abuso di alcol è una pratica che riguarda soprattutto i ragazzi e all'Italia spetta un triste primato europeo: i nostri ragazzi consumano la prima bevanda alcolica giovanissimi, tra gli 11 e i 12 anni. Le conseguenze sono disastrose e a causa degli incidenti stradali, l'alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani. Le statistiche parlano chiaro non solo cresce tra gli adolescenti il consumo di alcolici fuori pasto, ma negli ultimi anni aumenta la quota di coloro che sono coinvolti nel "binge drinking" che significa letteralmente la bevuta esagerata, cioè il consumo di 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione con lo scopo di ubriacarsi. Il consumo di alcol è sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni, ma nel tempo il comportamento dei consumatori si è modificato in maniera rilevante. Tra il 1999 ed il 2009 la quota di consumatori di bevande alcoliche è sostanzialmente stabile (intorno al 70%). Si sono consolidati, soprattutto nei giovani e nei giovani adulti, comportamenti più vicini ad un modello di consumo di tipo nord europeo, basato principalmente sul consumo di alcolici fuori dei pasti. Si è ridotta, infatti, la quota di chi beve ogni giorno, mentre è aumentata quella dei consumatori occasionali.

Il cambiamento di abitudini riguarda non soltanto la frequenza e le circostanze di consumo, ma anche il tipo di bevande consumate. Aumentano quelli che consumano anche altri alcolici come aperitivi, amari e superalcolici. I cambiamenti nel tipo di bevanda assunta riguardano soprattutto i giovani fino a 24 anni e, in misura minore, gli adulti fino a 44 anni. In Italia il consumo di alcol procapite è tra i più bassi rispetto alla media europea, ma negli ultimi anni le abitudini relative all'assunzione di alcol, sono molto cambiate. Ad affermarlo è il rapporto pubblicato dall'Istat, "L'uso e l'abuso di alcol in Italia" per il 2009 e per il 2010 la situazione non sembra essere migliorata.

 

Per questo motivo sono nati diversi progetti per aiutare i giovani a bere di meno e ad avere comportamenti più responsabili prima di mettersi alla guida. Abbiamo sentito la Dottoressa Maura Chiarlone che ci ha parlato di un progetto chiamato Chill Out e ci ha spiegato in cosa consista esattamente "Questa iniziativa rientra in un progetto regionale finanziato dal Ministero per un lavoro da svolgere sul territorio in merito alle tematiche della prevenzione all'alcol e agli abusi di sostanze nei giovani in particolar modo. Con un finanziamento di 10.000 € abbiamo fatto indagini e studiato progetti che potessero coinvolgere i giovani studiando un linguaggio appropriato al target. Con il progetto Chill Out abbiamo cercato di creare ove possibile all'interno delle discoteche uno spazio di decompressione, uno spazio separato (ma ovviamente questo non è stato possibile per motivi di spazio) e riproporre un modello che sulla riviera adriatica esiste già da qualche anno, creando un ambiente rilassato magari accompagnato da musica chill out dove i ragazzi oltre a poter usufruire gratuitamente dell'etilometro potessero staccare dal ritmo assordante della musica e prendersi del tempo per rilassarsi bevendo ad esempio bevande analcoliche e mangiando pane e nutella".

La dottoressa mi ha spiegato che non è stato facile portare questa idea in giro per i locali, ma dove sono riusciti a farsi accogliere l'idea ha avuto molto successo e ha aggiunto "molti giovanii incuriositi si sono avvicinati al nostro spazio e parlando con loro ci siamo resi conto che molti di loro sottovalutano gli effetti dell'alcol e guardando i risultati dell'etilometro abbimo notato che molti giovani hanno un elevatissimo tasso alcolico già all'inizio della serata. Quello che cerchiamo di fargli capire è di non esagerare e soprattutto di non credersi invincibili perchè basta una piccola disattenzione per causare la propria morte e ancora peggio quella degli altri".

"Questo progetto è stato portato già in varie discoteche della zona come l'Alborada, la Kascia e ora sta diventando un appuntamento fisso ai Soleluna grazie alla collaborazione dei gestori e stiamo lavorando per farlo diventare un appuntamento fisso anche in altri luoghi che vorranno accoglierci. Al momento siamo presenti nelle discoteche e alle sagre ad esempio l'ultima alla quale abbiamo preso parte in collaborazione con la Asl 3 genovese presente con un camper mobile è stata quella di Balla con i Cinghiali, ma in passato ci siamo occupati di tante iniziative per sensibilizzare i giovani al problema delle dipendenze di alcol e della droga, fenomeni che non sembrano diminuire".

 

Voglia di sperimentare, trasgredire, allinearsi al gruppo, questi i motivi che più vengono citati negli approfondimenti sul tema ma forse se ne dimentica uno fondamentale: il bere tra amici, spesso abusandone, non viene più percepito come una pratica irresponsabile e questo, al pari passo con i dati allarmanti sul consumo dei più giovani, sta astraendosi dal gruppo diventando particolarità anche del singolo, ovvero, non è più necessario bere per sentirsi parte di un insieme di amici che si diverte ma ormai è una cosa inconscia e normale, tollerabile anche da soli come pratica ovvia. In conclusione bere qualche bicchiere ogni tanto è tollerabile, ma non deve diventare un'abitudine altrimenti si finisce nella dipendenza con esiti a dir poco disastrosi che mettono in pericolo noi stessi e gli altri e sopratutto non pensiamo che certe cose a noi non possano mai capitare perchè bere irresponsabilmente è una nostra scelta e alle conseguenze spesso in molti non ci pensano. L'alcol è la terza causa di morte in Italia con 30.000 decessi ogni anno e in Europa è la prima causa di decesso per i giovani sotto i 30 anni quindi divertitevi ma con la testa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gemma siri

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