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| sabato 28 agosto 2010, 17:28

Andora: carabinieri aggrediti, Ligabue condannato a 8 mesi

Arrivato in Riviera venerdì pomeriggio per trascorrere il weekend al mare ha subito conosciuto la cella di una caserma e un tribunale. Roberto Ligabue, 22 anni, milanese, di professione rappresentante, dalla fedina penale immacolata, in un giorno e mezzo, ha conosciuto da vicino carabinieri, giudici e avvocati a palazzo di giustizia. Tutto è iniziato quando Roberto e un altro ragazzo, L.M., 17 anni, pure lui milanese, hanno iniziato a bere e tanto in un locale di Andora, un posto assai frequentato in estate da giovanissimi sia turisti che del posto. L'alcol ha giocato loro però un brutto scherzo. Ben presto hanno cominciato ad andare in escandescenza. Hanno iniziato a rompere bottiglie di vetro e tutto quello che gli capitava sotto gli occhi. Una situazione decisamente pericolosa tanto che il gestore del locale ha deciso di chiamare il 112. Ma i carabinieri di Andora insieme ai colleghi della radiomobile di Alassio arrivati con gli agenti del Commissariato di Alassio, non hanno avuto vita facile per calmare gli animi. Roberto, esperto di arti marziali, ha iniziato a menare le mani. Uno dopo l'altro, insieme all'altro amico, ha mandato all'ospedale ben quattro carabinieri. Una situazione decisamente movimentata perché a detta dei carabinieri hanno cercato di sottrarsi all'identificazione ed hanno iniziato quindi ad aggredirli. Davanti al locale sono volati pugni e calci tanto che un maresciallo è stato colpito anche al volto da un calcio. Anche l'autovettura di servizio è stata colpita da calci sulla fiancata sinistra. I medici dell'ospedale hanno diagnosticato ai militari "contusioni plurime al volto, abrasioni arti superiori, trauma contusivo delle orbite, traumi a ginocchia e mani e ferita lacero contuse al volto" quanto basta per decidere una decina di giorni di riposo per tutti. Anche Roberto Ligabue e l'amico hanno rimediato qualche cazzotto. La storia è finita questa mattina in tribunale quando il rappresentante milanese si è presentato davanti al giudice monocratico Francesco Meloni in tribunale a Savona. Assistito dall'avvocato Paolo Gianatti ha rimediato una condanna con rito direttissimo a 8 mesi di reclusione. Con la condizionale il ventiduenne è già tornato in libertà. Due i reati contestati la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale, non il danneggiamento della gazzella dei carabinieri. Una diversa strada processuale attende invece l'amico minorenne. Per lui è scattata, infatti, una denuncia alla Procura presso il Tribunale dei Minorenni di Genova.

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