Riceviamo e pubblichiamo la lettera-denuncia di un lettore di SavonaNews.it circa una spiacevole situazione a Finale Ligure.
Gentile Redazione di SavonaNews,
intorno alle 2.30 di questa notte stavo passeggiando per il lungomare di Finale Ligure. Giunto nei pressi di Piazza di Spagna, mi sono ritrovato davanti uno spettacolo che non ho paura di definire "vergognoso": una vera e propria catasta di rifiuti ingombrava gran parte dello spazio occupato da un'isola ecologica. E' possibile constatare lo scandaloso stato delle cose osservando le fotografie che vi ho inviato, scattate con il mio telefono cellulare.
Ho usato il termine "vergognoso" per almeno un paio di motivi. Prima di tutto perché trovo scandaloso che una città di indole fortemente turistica come Finale Ligure possa offrire ai propri ospiti stagionali uno spettacolo del genere. Uno spettacolo che non era soltanto visivo, ma anche e soprattutto olfattivo: l'odore disgustoso che si sprigionava da questa montagnola di rifiuti era davvero insopportabile. E' stata la cosa che prima di ogni altra ha attirato la mia attenzione.
In secondo luogo, ritengo si tratti di un evidente segnale della maleducazione di certi cittadini finalesi. La maggior parte dei rifiuti, infatti, era costituita da contenitori di alcolici (di cartone, plastica e vetro), bottiglie di vino e latte di olio. Tanta parte di questa catasta di rifiuti, quindi, proveniva evidentemente dagli esercizi commerciali della zona, soprattutto locali notturni e ristoranti. Certamente i locali notturni e i ristoranti pagano al Comune fior fior di tasse per smaltire i loro rifiuti mediante la NU locale. Il fatto di pagare certe cifre, però, non dovrebbe autorizzarli a creare una situazione del genere. Soprattutto in alta stagione, quando la città è affollata di persone provenienti da fuori. Che cattiva pubblicità per il turismo finalese!
Faccio un'altra osservazione. Giusto qualche giorno fa leggevo sulle pagine del vostro giornale on-line come il Comune di Finale abbia emesso un'ordinanza che vieta agli avventori dei locali di "inquinare" e "sporcare" la città abbandonando bottiglie di alcolici o altri piccoli rifiuti dove capita. Evidentemente questa ordinanza non riguarda anche i proprietari dei locali, che dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio.
Terzo punto. La piccola catasta di rifiuti che mi sono trovato davanti questa notte era costituita da rifiuti di diversa natura: carta, vetro, metallo. Il fatto che tutti questi rifiuti fossero stati abbandonati insieme nello stesso posto evidenzia la scarsa vena ecologica di alcuni liguri, che evidentemente non ritengono importante una corretta raccolta differenziata. In un momento in cui le discariche liguri stanno collassando e si corre il serio rischio di andare incontro ad una situazione simile a quella vissuta pochi mesi fa dalla regione Campania, ritengo tale comportamento stigmatizzabile.
Infine, questa situazione mette in chiara luce come certi sforzi compiuti dalle amministrazioni siano ritenuti da taluni cittadini perfettamente inutili. Come tutti sappiamo, le isole ecologiche sono delle strutture che permettono il conferimento dei rifiuti in bidoni interrati, ai quali si può accedere mediante "bocchette"; gli operatori ecologici vi accedono sollevando una piattaforma sotterranea mediante un sistema idraulico. Certamente questo apparato ha un costo rilevante. Tuttavia, a fronte di una certa spesa (pubblica e privata), i cittadini possono continuare a conferire i loro rifiuti senza dover per forza affrontare lo spettacolo, talvolta sgradevole, di vecchi bidoni di plastica puzzolenti e malridotti ma, anzi, utilizzando discrete e anonime "bocchette" di plastica. Il fatto che certe persone preferiscano abbandonare i rifiuti dove capita piuttosto che utilizzare le sopracitate bocchette è un altro indizio della loro maleducazione ambientale e civica. Ma forse non si tratta soltanto di maleducazione, ma di pigrizia. Cosa che, dal mio punto di vista, è anche peggiore.
Con cordialità
Un lettore

















