Varazzino | giovedì 17 maggio 2012 12:44

24 Ore

Newsletter

Iscrivendomi acconsento al trattamento dei dati personali secondo le norme vigenti.

Cerca su Google

Google

Varazzino | lunedì 06 settembre 2010, 00:00

Varazze: ancora storie "da cinema" (e di degrado)

Tre anni sono passati da quando l’ultima sala cinematografica varazzina, il “Verdi”, chiudeva, si può dire ormai per sempre, le sue porte. Pagina grigia e unica nella storia della cittadina rivierasca.

A fronte di un glorioso passato, fatto di arte , spettacolo, cultura e musica, delle molte sale, sia all’aperto che al chiuso, non ne rimane più alcuna.
L’Eden, Il Teiro, Il Verdi, solo per citarne alcune, che per il XIX secolo hanno intrattenuto varazzini e ospiti offrendosi spesso quali palcoscenico per il teatro, la prosa e la commedia. Per non parlare poi dei teatri veri e propri come il “Laetizia” e della bella epoque : da Caruso a Cilea. Unica realtà rimasta quella del Cinema dell’Oratorio Salesiano, attualmente da tempo sotto restauro e moderno rinnovamento – adeguamento grazie ai  consistenti sforzi, non solo materiali, di Don Daniele Pusti, di alcune realtà cittadine e con il sostegno della stessa amministrazione.
A fronte di tanta gloriosa storia da tempo la centralissima zona dell’ex-cinema Verdi ha visto situazioni di degrado urbano che si collocano inoltre in un contesto di ormai frequenti segni di inciviltà.
Da poco sono state rimosse le erbacce dal marciapiede del cinema Verdi,  che – pur rimanendo in proprietà privata ma in pieno centro storico  (Via Busci) – costituivano pessimo esempio e biglietto per una città Turistica quale Varazze. Non sono mancati i liguri “mugugni”  da parte degli abitanti del rione Solaro. Infatti sul Giornalino di Varazze, per il secondo mese consecutivo, la “a vuxe du Campani Russu” (nota associazione culturale e per la salvaguardia delle tradizioni locali facente parte della Consulta Ligure) richiamava l’attenzione su tale stato di abbandono. L’Associazione sottolinea l’effetto ottenuto della rimozione delle tanto “inestetiche” erbacce e dei  gloriosi trascorsi del Cinema Verde che ospitò, un nome per tutti, Gilberto Govi. Il Campanin Russu conclude questo suo secondo intervento auspicando un contatto con la proprietà genovese della sala e alla  possibile trattativa per un ripensamento sul destino del luogo.
Le erbacce nascondevano un marciapiede  comunque in dissesto ed hanno rovinato il ciottolato.

Purtroppo questo è solo uno dei piccoli esempi che denotano una certa trascuratezza e degrado della zona Solaro e “Camminata”. Punti luce vecchi ed insufficienti (tanto meno moderni dal punto di vista energetico), selciato stradale spesso sconnesso e informe, asfaltature nate male che rendono i tombini (spesso piccoli e vetusti) inutili nel raccogliere le acque reflue, episodi di allegamento e fuoriuscita di materiale fognario (in “ta chintannà) sono solo alcuni, uniti ad un arredo urbano e verde non certamente all’altezza di Varazze.
Se poi alle trascuratezze, alcune di lungo corso, di tipo pubblico e privato (dove in pieno centro storico e per il decoro di esso il primo dovrebbe sempre essere chiamato a vigilare, anche sotto stimolo delle segnalazioni che certo non mancano) si  aggiunge la maleducazione e ancor  più l’inciviltà ed il vandalismo gli effetti, non solo “estetici”, sono devastanti. Anche di questi non mancano costanti e numerosi esempi, aggiungerei purtroppo non solo durante la stagione estiva.
Ai contenitori per la spazzatura straripanti di sacchetti (che dovrebbero essere gettati nei bidoni – discorso differenziata a parte -  quando gli viene dato direttamente fuoco) si aggiungono scritte (non certo artistiche) di sfregio su facciate appena rifatte, atti di vandalismo sul già povero arredo urbano e incisioni del manto stradale, per non parlare del posteggio selvaggio, mozziconi ed altro… Un vero disastro!
Anche questa è Cultura! Percepire il senso del bene comune e del comune utilizzo della propria Città, una compartecipazione indispensabile, per una vita più bella, a cominciare dalle piccole cose; una “educazione” al Senso Civico anche questo serve per poter accogliere teatri e cinema, saper far trascorrere non solo al turista, ma al residente qualche minuto piacevole nella propria città.  Una piccola sfida di civiltà, ce la faremo?

Lorenzo Grazioli Gauthier

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Link Utili|Scrivi al Direttore