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Albenganese | mercoledì 08 settembre 2010, 10:04

Albenga: mensa scolastica, introdotto vademecum ministero

Prevenzione dell'obesità infantile ed educazione alla corretta alimentazione sono, quest'anno, gli obiettivi prefissati dal Ministero della Salute nelle Linee guida per i menù delle mense scolastiche. Da Roma, in sostanza, arrivano le indicazioni per coloro che lavorano nella ristorazione delle scuole per preparare quotidianamente un pasto equilibrato, sano e nutriente. Ecco, quindi, dal ministero un vademecum per la dieta mediterranea con ricette tipicamente italiane come pizza e lasagne, considerati piatti unici da servire, settimanalmente, in alternativa a minestra o pasta, che, insieme al pane, dovrebbero essere presenti ogni giorno sul menù. I cereali sotto forma di pasta, riso, orzo o mais. Ben due porzioni a settimana di carne e pesce alternati poi con uova, formaggi e soprattutto legumi, da servire come piatto unico se associati ai cereali. Tutti i giorni, però, frutta e verdura rigorosamente di stagione, mentre da limitare assolutamente, secondo il Ministero, i salumi che andrebbero proposti al massimo due volte al mese.

Quindi attenzione nell'elaborazione dei piatti alla varietà, stagionalità dei cibi e prodotti tipici della regione di residenza, in modo da insegnare ai bimbi il mantenimento delle tradizioni e la volorizzazione della biodiversità a tavola. E così basta ciliegie o pesche a Natale e spazio ad arance in Sicilia, mele nel Veneto o mandarini in Basilicata.

 

E in Liguria? E ad Albenga? E' stato ultimato, nelle ultime ore, il menù per le scuole materne, elementari e medie. Ogni settimana, a rotazione, quattro tipologie differenti di menù. Di primo, pasta al pesto, passato di verdura, gnocchi al pomodoro, pasta all'olio extra vergine. Di secondo, petto di pollo, polpette, arrosto di lonza o tacchino, tonno, filetto di platessa, bastoncini di merluzzo. Di contorno, piselli, spinaci, carote, insalata verde, patate al forno, fagiolini, e purè di patate. Infine, frutta fresca ogni giorno e, qualche volta, yogurt, budino, gelato o barretta equosolidale. Ecco il menù predisposto e approvato dalla Dott.ssa Maria Chiara Goslino, pediatra e neonatologa direttrice del Consultorio presso l'ASL savonese.

 

Da non sottovalutare le allergie alimentari, celiachia e diabete che comunque oramai sono all'ordine del giorno dei ragazzi. Secondo i dati nazionali forniti dal Ministero, 700.000 bambini in Italia soffrono di intolleranze alimentari, quasi due bambini per classe. Ad Albenga, a campione, in una scuola dove sono stati somministrati, lo scorso anno, 42.000 pasti, già 6.300 erano pasti "alternativi" per i bambini di origine mussulmana mentre ben 30-35 pasti al giorno erano destinati a bambini intolleranti.

 

"Chiederemo alla CIR FOOD che si occupa del servizio mensa scolastica - dichiarano Eraldo Ciangherotti, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Albenga insieme al Consigliere Nicola Podio con delega all'istruzione - di rispettare scrupolosamente le linee guida ministeriali, in merito alla dieta alimentare della mensa scolastica, e di apportare ogni opportuna modifica che renda sempre più equilibrato il pasto. Faremo controlli a sorpresa, durante l'anno, nelle mense dei vari plessi scolastici del territorio, in accordo anche con il comitato dei genitori e delle maestre. I nostri alunni dovranno imparare che, anche a tavola, ci sono delle regole fondamentali da rispettare per il benessere psicofisico della persona".

 

Quali regole da seguire nella dieta per un bambino? L'abbiamo chiesto alla Dott.ssa Gabriella Boasso, Medico, specialista in Scienza dell'Alimentazione, che, ad Albenga, esercita la professione di Dietologa e Nutrizionista.

"Per i bambini, intanto, è importante, oltre alla varietà dei cibi, che la preparazione sia gustosa e che il contenuto di nutrienti sia adeguato alla fascia di età. Quindi, pesce almeno 2-3 volte alla settimana, frutta e verdura possibilmentead ogni pasto. E poi la pasta è sufficiente una volta al giorno. Troppi carboidrati infatti, sotto forma di pasta o riso, sarebbero eccessivi proprio perché i nostri bambini non sempre svolgono un'attività fisica che porti a bruciare le calorie, al di là delle due ore settimanali di sport scolastico. Purtroppo il computer e la playstation sono diventati attrattive che spesso si sostituiscono allo sport e al gioco, soprattutto nella curva adolescenziale (11-16 anni)."

 

Accanto alla valutazione quali-quantitativa della razione alimentare, oggi giorno esistono davvero le intolleranze alimentari?

"Certo. Ed è bene, prima di tutto, distinguere tra allergie e intolleranze. Le prime sono prevalentemente legate alla componente proteica degli alimenti e tutto l'organismo risponde all'alimento sensibilizzante con una reazione generale, tipo l'asma bronchiale, l'eritema cutaneo o violenti e frequenti cefalee. Le intolleranze invece sono legate generalmente alla componente carboidrati degli alimenti. La più famosa è quella al lattoso, per cui il latte genera delle manifestazioni distrettuali, sotto forma di diarrea, meteorismo e flatulenza. La celiachia è invece una diffusa intolleranza verso il glutine, contenuto nei cereali, nelle farine e loro derivati con un'incidenza in aumento nella popolazione non solo adolescenziale ma anche adulta. In ogni caso, con esami diagnostici mirati e alimentazioni adeguate è possibile, innanzitutto, fare diagnosi corrette di sindromi da malassorbimento, e, in secondo luogo, approntare regimi alimentari adeguati e cioè privi dei nutrienti sensibilizzanti".

 

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