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LA STORIA | venerdì 10 settembre 2010, 16:41

Savona: il Chinotto grande protagonista all'evento Eataly di New York

Nella "Grande Mela" spazio alla bevanda tipica della nostra provincia ora amata anche dagli americani

A Eataly grande successo per il chinotto in bottiglia, la bevanda che “sposa” il tipico agrume della fascia costiera tra Savona e Varazze con l’acqua minerale di Lurisia. 

Eataly è un enorme supermercato del gusto italiano - settemila metri quadrati a pian terreno, più una terrazza di 800 metri al piano numero 14, dove prodotti piemontese e italiani sono serviti in sette ristorantini ognuno dedicato ad una specialità nazionale: pasta, carne, pesce, pizza, vegetali, frutta, dessert, con un ottavo locale che si propone invece come  una scuola di cucina. A dare gambe al progetto – dove sono stati investiti 25 milioni di euro - è stato Oscar Farinetti, vulcanico imprenditore piemontese che è tra l’altro proprietario proprio dell’Acqua Minerale Lurisia. Per cui si comprende il posto d’onore riservato al chinotto, diventato in pochi giorni una vera e propria sfida alle bevande nazionali americane.

L’inaugurazione è stata affidata a due sindaci: Micheal Bloomberg di New York e Walter Mazzocchi di Barolo, versione moderna del rapporto  Davide – Golia, con la partecipazione dei sindaci di Torino Sergio Chiamparino, del presidente della Regione Liguria  Claudio Burlando, degli assessori regionali  piemontesi Alberto Cirio e Giovanna Quaglia, del capo carismatico di Slow Food Carlo Petrini.Ed è stato proprio Burlando, al rientro dagli States, a sottolineare lo straordinario successo incassato dal chinotto di Savona. “Il problema – ha aggiunto il presidente ligure – è che se ne fa poco, in quanto la quantità dei chinotti disponibili è limitata e Lurisia non intende utilizzare produzioni che non siano rigorosamente savonesi. Sarebbe quindi auspicabile un aumento dei volumi prodotti, dedicando qualche fascia in più a questo agrume”.  

Alla Liguria è dedicato il primo mese di "Eataly" New York, che si propone quindi come “base operativa” da cui la gastronomia italiana di qualità può lanciare la sua offensiva contro le imitazioni più o meno grossolane ma comunque dannose del “made in Italy”. Molti i prodotti per i quali si dischiudono rilevanti opportunità di mercato: dalle marmellate e dai piccoli frutti del Parco del Beigua all’asparago violetto di Albenga, all’aglio di Vessalico, dall’olio di oliva extravergine della Riviera al pesto, ai vini Doc.

sav.econ.

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