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| mercoledì 16 febbraio 2011, 15:35

Savona: Giuseppe Noberasco, il ricordo dell'Anpi

L'ANPI Provinciale di Savona è in lutto per la scomparsa di “Gustavo” Giuseppe Noberasco e partecipa con affetto al dolore della moglie Anna, del figlio Vladimiro e di tutti i suoi famigliari

Savona: Giuseppe Noberasco, il ricordo dell'Anpi

L'ANPI Provinciale di Savona è in lutto per la scomparsa di “Gustavo” Giuseppe Noberasco e partecipa con affetto al dolore della moglie Anna, del figlio Vladimiro e di tutti i suoi famigliari. Per sua espressa volontà, oggi è stato accompagnato al cimitero di Zinola in stretta forma privata. E’ stato lui a chiedere di comunicare la sua scomparsa solo ad esequie avvenute.

“Gustavo”, l’antifascista, il partigiano, il politico, la sua umanità: Giuseppe Noberasco “Gustavo” nasce il 19 Luglio 1920 a Savona, la madre Ricci Maria Luisa è casalinga, il padre Giuseppe Noberasco architetto. Frequenta la prima elementare in via Ambrogio Aonzo, completa le elementari e la licenza ginnasiale presso i Padri Scolopi a Savona.

Nel 1939 Si diploma al Liceo Classico “G.Chiabrera” e si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza di Torino, trasferendosi successivamente a quella di Genova. Nello stesso anno aderisce al Partito Comunista clandestino, ed inizia una intensa attività cospirativa contro il fascismo.

Nel 1942 viene chiamato alle armi dal decreto di Mussolini che considera volontari tutti gli universitari aventi diritto al rinvio di leva. Inviato alla Scuola Allievi Ufficiali di Fano, alla visita di controllo è dichiarato non idoneo alle fatiche di guerra ed inviato al Comando del 90° Reggimento Fanteria di stanza a Savona. Trasferito a Genova Pontedecimo, l’8 Settembre 1943, al Comando di un Plotone della Territoriale, rifiuta la resa ai tedeschi, viene catturato, ma riesce a fugge con tutti i suoi soldati. Rientra a Savona e, con il nome cospirativo “Gustavo”, fonda con Peluffo, Vigliecca e Mariuccia Fava il Fronte della Gioventù Savonese. Scoperto dalla milizia fascista ripara a Genova dove riorganizza il decimato Fronte della Gioventù Genovese. In quel periodo conosce Anna Pirc che diverrà poi sua moglie.

Nell’estate del 44’ entra nelle SAP Genovesi divenendone Comandante Militare e come tale partecipa all’insurrezione del 25 Aprile 1945. Dopo la Liberazione è inviato dal Partito Comunista Italiano alla Redazione de l’Unità di Genova in qualità di Amministratore.

Il 1 Settembre si sposa con Anna, la compagna amatissima di una vita. All’inizio del 1946 è responsabile provinciale di stampa e propaganda della Federazione del PCI di Genova. Il 2 di Giugno nasce il primo figlio Vladimiro. Nel 1946, Segretario Agostino Novella, diventa Vicesegretario della Federazione e responsabile della Scuola Regionale di Partito.

Nel 1947 è confermato vicesegretario. Il nuovo Segretario Secondo Pessi, lo nomina responsabile della Commissione provinciale Femminile.

Nel 1952 con la politica degli “innesti”, operata in quel periodo dal Partito, è trasferito alla Federazione di Torino dove viene nominato vicesegretario e responsabile del  lavoro di massa.

Nel 1953 rientra a Genova e viene inviato per sei mesi a Savona come reggente della Federazione sino alla nomina del Segretario Giuseppe Amasio.

Ritornato a Genova nel 1954 viene eletto Segretario della Federazione Genovese; mantiene tale carica sino al 1960. Nello stesso periodo fa parte della redazione di “Rinascita” l’allora mensile del PCI diretto da Palmiro Togliatti.

Il 25 Aprile del 1956 nasce il secondo figlio Carlo. Dalla primavera del 1960 sino al 1962 è trasferito a Roma dove fa parte della Commissione Centrale Economica della Direzione nazionale.

Alla fine del 1962 è inviato a Savona, il Congresso lo elegge Segretario provinciale del PCI. Nel 1970 lascia l’incarico di partito e viene nominato Vicesindaco di Savona.

Il 7 Maggio 1972 è eletto Parlamentare. Riconfermato nelle successive
elezioni politiche sino al 1980. Dopo lo scioglimento del PCI aderisce al PDS e successivamente ai DS e poi al PD. Svolge attività nell’ANPI, come Presidente della Sezione di Albissola Marina e come membro della Presidenza provinciale, fino a Dicembre del 2010.

All’interno dell’ANPI, come prima nell’attività di partito e Istituzionale, porta fino all’ultimo il rigore morale e la carica ideale che hanno caratterizzato la sua vita intera. E’ stato un maestro indimenticabile per gli antifascisti delle generazioni
successive alla Resistenza. Il suo insegnamento rimarrà indelebile.

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