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Attualità | sabato 16 aprile 2011, 07:20

Ubik risponde a Ditullio (PD): gli elettori avranno un nuovo e fondamentale elemento di valutazione

“Ci complimentiamo del grande coraggio avuto a minacciare di DIFFIDARE una piccola libreria, coraggio peraltro che purtroppo troppo spesso Le è mancato di fronte agli interessi di un grande gruppo economico privato, interessi che hanno proliferato per 40 anni sulla pelle dei cittadini.


Sulla vita dei cittadini. Anche di quelli che non ci sono più.


Prendiamo atto che il sig. Di Tullio legittimamente  NON VUOLE sostenere l’esposto atto a accertare eventuali responsabilità penali di Tirreno Power.


Gli elettori avranno un nuovo e fondamentale elemento di valutazione.


Anche noi abbiamo piena fiducia nella Magistratura, ma è importante segnalare con atti opportuni il forte sospetto di reati a danno delle persone e dell’ambiente (spesso i Magistrati hanno individuato reati non da soli, ma proprio grazie ad esposti), oltre che testimoniare un allarme sociale forte su questi temi, allarme che ad oggi Lei ha scelto di non sostenere mai pienamente.


Lei dice che la politica non si deve occupare di denunce, che “il compito della politica sia altro, ovvero risolvere i problemi”.
Sig. Di Tullio, cosa c’è di più ‘politico’ di occuparsi della minaccia alla vita e alla salute di migliaia di persone?


Arrivare all’atto legale (che di per sé è un elemento di sconfitta per tutti, anche per chi lo propone) si rende necessario proprio perché la politica non è sostanzialmente stata in grado di tutelare gli interessi legittimi della comunità, tra cui quello della salute, garantiti dalla Costituzione.


Molti partiti sostengono da sempre questa battaglia, e oggi, nel momento finale della decisione sulla Centrale, in un momento quindi di radicalizzazione delle posizioni, hanno dato sostegno (a volte pieno, a volte sofferto) all’esposto, non “per prendere qualche voto in più o in meno”, ma perché, a differenza di Lei, ci credono, e sentono fortemente la minaccia ambientale per la nostra comunità.
Ma restano comunque minoranza al momento delle scelte.
 
Perché non ha mai risposto alla cittadinanza alla domanda sul perché in Provincia di Savona in 16 anni sono morte prematuramente 2.664 persone in più della media standardizzata regionale?
 
A differenza di Lei, se vuoLe pubblicare questo testo anche non in modo integrale, Lo faccia pure, non siamo abbastanza potenti per diffidarLa.
 
 
Distinti saluti”.
 
Stefano Milano
 
 

Com. Ubik

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