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Cronaca | martedì 30 agosto 2011, 08:08

Tirreno Power: a poche ore dal volo dell'operaio da 5 metri, dei caschi, neppure l'ombra

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Ma... zitti tutti, che c'è la Demont di Dellepiane in giro per Tirreno Power. E questa "Impatec" di Milano che dava lavoro in sub - subappalto all'operaio di Cuneo che ieri ha rischiato la vita a Vado? Fantasma...

 La sensibilità "comunicata" da parte delle grandi aziende sull'argomento "sicurezza sul lavoro" è cosa arcinota. La sua applicazione concreta, un po' meno. Senza spaccare il capello in quattro, in un giorno qualsiasi, che in una grande Azienda si lavori al caldo senza casco non esiste ma ci può stare. A mezza giornata da una morte sfiorata, no. Specialmente se chi lavora lo fa per il noto gruppo Demont (Crescent, Arte Iacp, etc etc)

La settimana si apre di buon ora con una bella notizia che qualcuno arriva a definire “brutta avventura” (sic) di un operaio trentenne che vola giù da 5 metri alla Tirreno Power.

Un miracolo ha voluto che la “brutta avventura” (ri-sic) abbia comportato quanto pare SOLO la rottura di un ginocchio, quattro costole e un ricovero d'urgenza al Santa Corona quanto pare. Che vuoi che sia...

Le agenzie poi s’affrettano a tirare l'abile accetta nella schiena dell'ultima ruota del carro ammesso esista, una società di Milano che stava lavorando in subappalto - tale Impatec - come se la responsabilità non fosse dell’azienda appaltatrice.

Chi sia questa Impatec non sembrano chiederselo in molti, anche perchè è talmente in subappalto che non la si riesce a trovare neppure sulle pagine gialle.

Tocca far una visura camerale dalla quale emerge un capitale sociale di 20.000 Euro, diviso tra un tale Daniele PASQUINO di Biella per 16.000 euro e tale Giulia Manzoni per € 4.000 domiciliati entrambi nella ridente Cesano Boscone (MI).

La Impatec Srl ha sede al civico 10 di via Norma Parenti a Pieve Emanuele (MI), pressapoco qui sotto:

dove c'è anche una tale COSIM Srl con un numero di telefono 02, che però è un fax. Non pare gran cosa, in tutta onestà.

Il legame con Savona salta fuori nella figura del responsabile tecnico, indicato in tale Benito Nardi, residente nel capoluogo in corso Svizzera. Pur essendo base-Milano la Impatec è stata costituita a Savona presso il Notaio Piccolo.

Solo che ti aspetti che il Responsabile Tecnico di una società di impiantistica che lavora per un colosso dell'energia sia un qualcuno con un curriculum che levati.

Niente.

Solo un omonimo titolare di una segheria nei pressi di Vibo Valentia.

La Impatec Srl da visura risulta avere 7 dipendenti. Ma nessun numero di telefono. Nessun sito internet, nessuna finestra sul mondo. Curioso per una società sul Mercato.

Torniamo a Vado

L’incidente sul lavoro si verifica tra le 8:30 e le 9:00 di stamane ma la notizia filtra dopo.

Nelle prime ore del pomeriggio non si capisce ancora come sia andata: si va alla centrale ma le porte sono chiuse. Neppure il tempo di metter la moto sul cavalletto e alla vista della macchina fotografica scatta un certo nervosismo caratterizzato dal classico gesto di mano stile “smamma” ben interpretato da un tale con una polo marchiata Tirreno Power: “Deve togliersi, chiamo le guardie… Si tolga”

Un attimo per due fotografie… “Deve togliersi, ALLA VELOCE”
Alla veloce? Ma de che? Qui stamane un operaio è volato da 5 metri e il cronista si deve "togliere alla veloce"?

Chiami pure “le guardie”, che ad arrivare ci mettono un po’.

Nel frattempo, solite storie, il camionista che ti dice che non puoi far fotografie, la viceguardia che ti dice che non puoi far fotografie, un trasportatore che fa persino la morale al lavoro del cronista.

Mentre le guardie non arrivano diamo un’occhiata attorno - rigorosamente da suolo pubblico - e capiamo un motivo in più di questa spocchia nervosa: a pochi metri da noi, alla destra del cancellone di servizio Tirreno Power, lungo la strada a scorrimento veloce Savona - Vado, e DENTRO al sacro perimetro dell’Azienda c’è un cantiere.

 

Colate di cemento e tanti cartelli rigorosamente a norma che recitano “E’ obbligatorio l’uso dei mezzi di protezione personale” o un inequivocabile: “USARE L’ELMETTO”

Solo che l’elmetto non ce l’ha nessuno.

Di un cartello d’appalto visibile neppure l’ombra ma...

  

una, due, tre ruspe (trascurando il camioncino) riportano in bella vista il logo FIDIA, la società del gruppo Demont da sempre in strettissimi rapporti con Tirreno Power, tanto che il suo amministratore delegato è il presidente dell’Unione Industriali di Savona e quello della Centrale di Vado è il suo vice.

Non un subappalto qualsiasi, almeno questo.

Ma a scriver la verità, come ci ha intimato di fare l’autista della cisterna colma di chissà che, a poche ore da un incidente in quella stessa centrale che avrebbe potuto aver conseguenze ben peggiori, dei mezzi di protezione personale (evidentemente) chissenefrega.


Non stiamo ad ammorbarvi poi con il consueto copione della guardia giurata che arriva, chiede documenti che non può chiedere, i Carabinieri che arrivano alle porte della centrale quando sono le 15:50, identificano il cronista e i presenti, dicono un paio di cose sacrosante sulla sicurezza sul lavoro.

Nel frattempo, nel cantiere Tirreno Power & Co, il casco, l’han messo tutti.

Chissà cosa diranno i sindacati.

Mario Molinari

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