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Eventi | 13 gennaio 2012, 10:45

Costi della Chiesa: domani la campagna di Democrazia Atea a Savona

Costi della Chiesa: domani la campagna di Democrazia Atea a Savona

Democrazia Atea; parte domani anche a Savona la campagna di informazione, Corso Italia angolo piazza Sisto IV dalle 15,30 alle 18.

Nella nostra realtà, Savona, è sufficiente leggere le locandine dei quotidiani che ogni giorno parlano di tagli e di mancanza di fondi. A restarne in’evitabilmente coinvolto è lo stesso comune di Savona e tutto l’indotto di persone socialmente meno agiate ad esso collegate, il servizio sanitario in Liguria è perennemente costretto a tagli che si trasformano in nuove spese per il contribuente, le scuole pubbliche chiudono costringendo le famiglie a nuovi oneri per mandare i figli alla scuola dell’obbligo nel paese vicino, persino la COOP ha annunciato 40 esuberi, ma non è l’unica azienda in crisi nel savonese. Il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli mai visti in Europa e non esiste un sufficiente supporto a chi perde il lavoro Gli anziani restano senza dubbi la fascia più colpita e con meno risorse, i servizi sociali risultano in’utili, non hanno fondi per intervenire, solo una minima parte dei contribuenti riesce ad arrivare alla fine del mese.

Malgrado tutto ciò, nessun finanziamento è stato tagliato alla Chiesa, GLI SFORZI PER SUPERARE LA CRISI LI FACCIAMO SOLO NOI !!!!!

Tu quanto prendi di pensione? Un cardinale prende circa 7.000 € al mese.

Tu quanto prendi di stipendio ogni anno ? un cittadino del Vaticano ha un reddito annuo di 407.000 € e li paghi tu.

ABROGARE IL CONCORDATO FRA STATO ITALIANO E STATO DEL VATICANO RIMETTEREBBE NELLA NOSTRA DISPONIBILITA' CIRCA 10 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO.

AIUTEREBBE ANCHE LA CHIESA CATTOLICA A RECUPERARE UNA DIMENSIONE PIU’ FRANCESCANA.


Immaginate quanto ci costa mantenere uno stato estero, uno pseudo stato, una entità fittizia e artificiale, un apparato che oltretutto si intromette spesso e pesantemente negli aspetti della vita del nostro paese, anche mobilitando forze politiche e conducendo costose campagne di pressione rese possibili solo dall'enorme abbondanza di danaro di cui dispone. Chi conosce i meccanismi che arricchiscono la chiesa a discapito delle finanze pubbliche del nostro paese? E perché nessun politico affronta questi argomenti? La chiesa cattolica, con le sue gerarchie non elette dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa ai cittadini italiani più dell'intero sistema politico. Soltanto agli italiani, almeno in queste dimensioni. Non ai francesi, agli spagnoli, ai tedeschi, agli americani, che pure pagano come noi il costo della democrazia, magari con migliori risultati. Il sistema con l'accordo del 1984 di revisione del concordato, voluto da Bettino Craxi, e con la legge 222/85 di applicazione dell'intesa finanziaria in essa contenuta, configura un sistema di finanziamento pubblico affidato alla gestione della Conferenza Episcopale Italiana, la CEI. Non si tratta, infatti, di autofinanziamento, come si tentò di far credere in un primo momento, ma di autentico finanziamento diretto da parte dello stato italiano che copre non solo le spese di sostentamento del clero, come ai tempi della congrua, ma l'intera attività della chiesa cattolica. Ne diamo qualche notizia, cominciando con i tributi all'erario che la chiesa evade con l'autorizzazione legale dei Patti Lateranensi.

Derivanti dal gettito dell’8 X 1000                                                                                1,3 miliardi di €

Stipendi agli insegnanti di religione                                                                              650 milioni di €

Finanziamenti a università e scuole cattoliche                                                               260 milioni di €

Fornitura idrica al Vaticano                                                                                          25 milioni di €

Buoni agli studenti delle scuole cattoliche                                                                    18 milioni di €

Fondo sicurezza sociale per i dipendenti del Vaticano                                                  9 milioni di €

Stipendi dei cappellani militari                                                                                     8 milioni di €

Fondo di previdenza del clero                                                                                     7 milioni di €

Costruzione edifici di culto                                                                                          2 milioni di €

Ristrutturazione di edifici religiosi                                                                                9 milioni di €

Per un totale di                                                                                  2 miliardi di euro ogni anno

Ma non è finita qui, a questo punto bisogna aggiungere le mancate entrate per lo stato italiano per i vari vantaggi fiscali concessi al Vaticano

Valutati tra IVA, ICI, IRES, IRAP ecc. in circa                                                                6 miliardi di €

Finanziamenti una tantum per Giubilei, ostensione della Sindone, adunanze del Papa, manifestazioni di beatificazione del santo di turno                                                                          300 milioni di €

Lo sapevate che nel 2010 l’Arcidiocesi di Genova ha avuto per il solo restauro della chiesa dei Santi Vittore e Carlo in Genova, pratica N° 906/2010                                                                           1,853,548,64 €

Questi solo alcuni degli aspetti, mai come oggi altamente lesivi per i contribuenti italiani, indipendentemente dal fatto che siano cattolici, mussulmani, buddisti atei ecc.

Vi allego il link del video con I COSTI DELLA CHIESA nel quale potete prendere atto di alcune delle principali cifre.

http://www.youtube.com/watch?v=YbHfugSovkQ

 

 

com.

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