EVENTI & SPETTACOLI | mercoledì 25 gennaio 2012, 15:53
Nuovo FilmStudio: info prima visione
Questo fine settimana la nostra sala propone "The Iron Lady" di Phyllida Lloyd, film biografico sulla vita dell'ex Primo Ministro britannico Margaret Thatcher, interpretata alla perfezione da Meryl Streep, vincitrice del Golden Globe 2012 come migliore attrice in un film drammatico per la sua straordinaria performance.
In programmazione la prossima settimana, martedì 31 gennaio e mercoledì 1 febbraio, "L'amore che resta", nuovo lavoro di Gus Van Sant, interpretato da Mia Wasikowska ed Henry Hopper.
Giovedì 2 febbraio, alle ore 15.00, la nostra associazione presenta l'edizione 2012 di MeloAscolto, una formula nuova per accostarsi al mondo della musica divertendosi, che nel 2011 ha riscosso l'apprezzamento del pubblico. Secondo appuntamento: "La preistoria della nuova musica. Vienna alla fine del 'lungo Ottocento': 1897-1918", a cura di Stefano A.E. Leoni.
Sempre Giovedì 2 febbraio, alle ore 21.00, Nuovofilmstudio, in collaborazione con il "Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton" del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione di Savona e la cineteca "David Wark Griffith" di Genova, presenta la rassegna cinematografica "A qualcuno piace Wilder", quattro appuntamenti da non perdere con il cinema del grande regista hollywodiano Billy Wilder. Quarto e ultimo appuntamento: "Prima pagina" con Jack Lemmon e Walter Matthau. Vi aspettiamo!
ven 27 gennaio (20.30 - 22.30)
sab 28 gennaio (17.30 - 20.30 - 22.30)
dom 29 gennaio (15.30 - 17.30 - 20.30 - 22.30)
lun 30 gennaio (15.30 - 20.30 - 22.30)
The Iron Lady
di Phyllida Lloyd
Gran Bretagna 2011, 105'
con Meryl Streep, Jim Broadbent
Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, ormai ottantenne, fa colazione nella sua casa in Chester Square, a Londra. Malgrado suo marito Denis sia morto da diversi anni, la decisione di sgombrare finalmente il suo guardaroba risveglia in lei un'enorme ondata di ricordi...
La dama di ferro. Così veniva chiamata Margaret Thatcher durante il suo mandato come primo ministro del Regno Unito. Prima (e unica) donna a occupare questa carica nel paese, vincendo ben tre elezioni consecutive, dal 1979 al 1990, la Thatcher era conosciuta per mettere in discussione l'indiscutibile. Chi, se non Meryl Streep, avrebbe potuto interpretarla con maggiore pertinenza? La sua è una performance di proporzioni imponenti che fissa un nuovo punto di riferimento per la recitazione. E il fatto che sia un'americana a dare volto, voce e postura all'autoritario ex primo ministro britannico ha poca importanza; persino gli inglesi hanno accettato la scommessa della regista Phyllida Lloyd che l'ha voluta al suo fianco. C'è chi teme che il percorso narrativo trascuri la rabbia del popolo per quello che la Thatcher stava facendo in Gran Bretagna (soprattutto considerando quanto gli esperti di finanza abbiano collegato le politiche dell'epoca con l'attuale crisi economica), in favore di uno sguardo rivolto a una donna di indubbio successo, una figura iconica della storia politica europea. Ma "The Iron Lady" è in primo luogo un film sul potere e sul prezzo personale che viene pagato per esso.
Golden Globe 2012 a Meryl Streep come migliore attrice in un film drammatico
http://www.nuovofilmstudio.it/scheda012.html
Programmazione iniziative e seconde visioni:
mar 31 gennaio (15.30 - 21.15)
mer 1 febbraio (21.15)
L'amore che resta
(Restless)
di Gus Van Sant
Usa 2011, 95'
con Mia Wasikowska, Henry Hopper
Enoch è un adolescente molto particolare. Riemerso da tre mesi di coma, ha smesso di frequentare il liceo e vive stancamente i propri giorni con l'unico supporto di un amico immaginario, Hiroshi, fantasma di un pilota kamikaze giapponese. Alla cerimonia funebre di uno sconosciuto, il ragazzo incontra Annabel, con cui condivide lo sguardo inquieto e un dramma doloroso. Annabel è malata e non le resta molto tempo. Tra i due nasce una storia d'amore ed Enoch farà di tutto per rendere gli ultimi giorni di Annabel tanto intensi da esorcizzare la morte...
Gus Van Sant ancora una volta elabora la sofferenza profonda di giovani sensibili, fragili e sempre consapevoli, in questa storia sentimentale compromessa dalla morte ma che proprio nella morte trova esistenza e ragione d'essere vissuta. Accompagnato da una colonna sonora strepitosa (sopra a tutti le ballate di Sufjan Stevens) e da due attori molto dotati (l'emergente e straordinaria Mia Wasikowska, già in "Jane Eyre" e "Alice" di Tim Burton, e l'esordiente Henry Hopper, figlio di Dennis), Van Sant si sbarazza con il suo talento di tutta la retorica melodrammatica e aggiorna la sua galleria di adolescenti con due ritratti unici. Senza trucchi ma con sobria e antica "pietas", "L'amore che resta" vuole mostrare come s'impara a convivere con la morte, la nostra e quella delle persone che amiamo. Se è vero che il dolore è solitudine e chiede rispetto, ci vuole coraggio a trasformarlo in un inno alla gioia di vivere.
http://www.nuovofilmstudio.it/scheda004.html
gio 2 febbraio (15.00) ingresso libero
Nuovofilmstudio presenta
MeloAscolto - Il fascino discreto della modernità
Anche per il 2012 Nuovofilmstudio propone MeloAscolto, un'iniziativa, nata quasi per caso già nel 2009, ma che nel 2011 ha riscosso l'apprezzamento del pubblico. Come per lo scorso anno, ad animare gli incontri musicali saranno Emanuela E. Abbadessa e Stefano A. E. Leoni. Dopo aver offerto una panoramica della storia della musica occidentale con simpatiche "puntate" monografiche su Don Giovanni, Aida e altri temi legati al mondo dell'opera, per la nuova edizione di MeloAscolto, Abbadessa e Leoni proporranno un viaggio nella modernità a partire dalle sue premesse insite nell'ultimo romanticismo, fino ad arrivare alle posizioni delle Avanguardie. Tutti gli incontri si svolgeranno di giovedì, dalle 17, al Nuovofilmstudio, saranno a ingresso libero e si avvarranno di proiezioni e schede per poter seguire meglio gli argomenti proposti. MeloAscolto è una formula nuova per accostarsi al mondo della musica, perché no, divertendosi!
Secondo appuntamento:
La preistoria della nuova musica. Vienna alla fine del "lungo Ottocento": 1897-1918
(Stefano A.E. Leoni)
Stefano A.E. Leoni
è titolare di Musicologia Sistematica al Conservatorio di Torino, dove insegna Estetica della Musica, Storia e Storiografia Musicale, Storia del Teatro Musicale e Acustica. E' professore incaricato del corso di Storia della Musica alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università di Urbino, dove è membro del Laboratorio per la Cultura dell'Artificiale ed è stato Direttore del Laboratorio di Musica e Sociologia delle Arti (Facoltà di Sociologia). Visiting professor presso alcuni Conservatori Superiori di Musica spagnoli (Granada, Madrid, Oviedo), ha al suo attivo come autore, curatore o traduttore, diverse decine di pubblicazioni in Italia e all'estero relative, soprattutto, ai rapporti tra pensiero musicale e pensiero scientifico, alla trattatistica, all'immaginario musicale e al mondo musicale arabo-islamico. Di prossima uscita il volume La musica, l'Orientalismo, l'Oriente (Jouvence).
http://www.nuovofilmstudio.it/schedamelo.html
gio 2 febbraio (21.00 - ingresso con tessera arci 5 euro)
Nuovofilmstudio, "Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton" del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione e cineteca "David Wark Griffith" presentano
A qualcuno piace Wilder
Questa piccola rassegna dedicata a Billy Wilder ha origine da un approfondimento sull'autore realizzato due anni fa da alcuni studenti di "Scienze della Comunicazione" al Campus di Savona presso il "Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton", coordinato dal prof. Diego Scarponi. Gli studenti hanno realizzato delle piccole video interviste e delle schede su 6 film del grande regista hollywoodiano. La scelta è ricaduta su Wilder per rendere omaggio a un autore che, pur rimanendo dentro gli schemi e lo stile del cinema classico hollywoodiano, ha sempre avuto una visione piuttosto critica verso la società statunitense, compresa la grande industria cinematografica. Tra la sterminata filmografia di Wilder i quattro titoli in programmazione sono stati scelti non solo perché facevano parte dell'approfondimento realizzato dal "Laboratorio Audiovisivi Buster Keaton", ma anche perché rappresentano pienamente il cinema del maestro. "Giorni perduti", vincitore del Gran Premio al Festival di Cannes e di 4 Oscar (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura non originale), è il secondo capolavoro di Wilder e uno dei primi film a trattare in maniera drammatica il tema dell'alcolismo. "Viale del tramonto" è una delle pellicole in assoluto più conosciute del regista e considerata all'unanimità una delle più importanti dell'intera storia del cinema, grazie a una sceneggiatura graffiante che non risparmia critiche al mondo di Hollywood, a una regia classica ma piena d'idee e, infine, alle ottime interpretazioni degli attori. "L'asso nella manica" è uno dei film meno conosciuti del regista perché all'epoca fu un flop commerciale, ma che risulta attuale ancora oggi per la sua critica a un giornalismo che fa della tragedia uno spettacolo e al pubblico stesso, il quale assiste incuriosito ed entusiasta al dramma. In definitiva, una piccola rarità da recuperare assolutamente. Infine, non si poteva escludere una commedia, il genere più "frequentato" dall'autore. Così, la scelta è ricaduta su "Prima pagina", facendo un salto temporale di più di vent'anni, ma non un salto tematico, in quanto anche in tal caso non mancano le critiche ai mass media e al potere politico. Inoltre, la pellicola si distingue per la vivacità del ritmo e per la grande performance della coppia Jack Lemmon/Walter Matthau. La rassegna è realizzata in collaborazione con la cineteca di Genova "David Wark Griffith".
Quarto appuntamento:
Prima pagina
(The front page)
Usa 1974, 105', 16mm
con Jack Lemmon, Walter Matthau
http://www.nuovofilmstudio.it/schedawilder.html
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