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ATTUALITA' | venerdì 27 gennaio 2012, 08:40

Procura senz’auto, sequestri in bus

di Giovanni Ciolina (da Il Secolo XIX)

Immagine puramente indicativa

L’allarme era già risuonato nei mesi scorsi, cupo, ma altrettanto forte. Il taglio delle spese di giustizia aveva portato la polizia giudiziaria a doversi arrangiare con un parco macchine che di giorno in giorno si è assottigliato.

Ma nessuno avrebbe mai pensato di dover ricorrere alla “corriera” di linea per recarsi fuori dal capoluogo per compiere un atto. Ed invece c’è sempre una prima volta e così ieri mattina una squadra di polizia giudiziaria è andata in bus a Celle per effettuare un sequestro. Per fortuna si è trattato di un provvedimento semplice e quindi i due rappresentanti della giustizia italiana non hanno dovuto portarsi appresso tanta roba, ma tant’è.

Quella che potrebbe apparire come una provocazione per mettere in evidenza uno stato di cose insopportabile è invece una necessità dettata dalla mancanza di mezzi a motore.

L’unica vettura - un’Alfa 156 - era infatti “impegnata” in un altro servizio e quindi non disponibile per la trasferta a Celle. A dire il vero un’altra missione a Varazze è stata effettuata in atto, ma con il veicolo messo a disposizione dalla Guardia Forestale, altrimenti sarebbe stato un altro piacevole ed innovativo viaggio su mezzo pubblico.

L’alternativa per la bella stagione sembra essere a questo punto rappresentata dall’uso della bicicletta, perché per le moto serve la benzina e mancano i rimborsi spese, ma cosa ne sarà quando a fine marzo anche l’ultimo veicolo andrà in pensione per mancanza di fondi in grado di garantire il collaudo degli airbag?

Le varie amministrazioni delle forze dell’ordine presteranno i propri mezzi, oppure l’attività potrebbe bloccarsi ed a rimetterci saranno le grandi inchieste, quei blitz che richiedono la disponibilità di mezzi su cui caricare gli scatoloni di documentazione sequestrata che sulle corriere non troverebbero posto.

E se alla bici venisse attaccato un carretto? Potrebbe essere abbinato l’utile al dilettevole (attività fisica durante l’attività lavorativa), ma sulle condizioni in cui versa la giustizia c’è poco da ridere. E la corriera potrebbe diventare la consuetudine per gli spostamenti da Savona ai vari punti della provincia.

Un tema sul quale il procuratore Francantonio Granero è molto attento e intende intervenire in maniera decisa e radicale. magari con provvedimenti esemplari come quello adottato (mancato invio dei pubblici ministeri) per il caso Albenga.

Il Secolo XIX

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