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POLITICA | giovedì 02 febbraio 2012, 09:18

Savona e Provincia: “Svendite” immobiliari per 14 milioni di euro di beni

(da Il Secolo XIX) I due principali enti pubblici savonesi pronti ad importanti dismissioni immobiliari, ma a detta dell'assessore Martino il bilancio comunale non ne ha bisogno

Sei milioni e mezzo per il Comune. Un milione in più - sette e mezzo - per la Provincia. In tutto è di circa 14 milioni di euro il valore delle vendite immobiliari che i due principali enti savonesi, appunto Comune e Provincia, hanno messo sul mercato in queste ore nell’ambito del piano di dismissioni immobiliari previste per il triennio 2012-2014. Vendite necessarie per fare cassa e dare un po’ di ossigeno ai sofferenti bilanci pubblici. Vendite su cui però non si può mettere la mano sul fuoco perchè la crisi economica da qualche anno ha rallentato molto le dismissioni e per questo i bilanci 2012 sia di Comune che di Provincia sono stati predisposti in modo che si possa eventualmente fare a meno di questi incassi. «L’incasso delle alienazioni andrà a coprire solo gli investimenti ma non la spesa corrente che è già garantita - spiega l’assessore al Bilancio del Comune, Luca Martino - significa che se non si realizzano le vendite previste, ne risentirà ovviamente qualcuno degli investimenti ma non certo l’operatività dell’ente. Era questo che intendevo all’inizio del ragionamento sul bilancio 2012 quando dicevo che avremmo fatto a meno degli incassi “straordinari” costruendo un bilancio in grado di reggere anche senza dismissioni».

Ma vediamo nel dettaglio cosa c’è in questi due piani di alienazioni paralleli.

Palazzo Sisto ha previsto nel suo entrate totali per 6,6 milioni di incasso dividendoli in tre tranche annuali: 4,4 milioni nel 2012, 1,4 milioni nel 2013 e infine 772 mila euro nel 2014.

E per quest’anno il grosso sarà rappresentato dall’ennesimo tentativo di cessione di Palazzo Pozzobonello in via Quarda, edificio storico e di gran pregio ora stimato 3,5 milioni di euro ma che ha alle spalle innumerevoli tentativi di vendita andati deserti e pure il fallimento della tentata vendita “a blocchi” provata l’anno scorso da un’agenzia immobiliare a cui il Comune aveva dato l’esclusiva. Sulla reale possibilità di trovare un acquirente, insomma, a Palazzo Sisto sono molti più i pessimisti degli ottimisti ma l’assessore Martino non dispera di farcela specie ora che l’inquilino più “scomodo” che in passato condizionava ogni trattativa, l’Archivio di Stato che occupa parecchi locali, ha comunicato al Comune di essere in procinto di stipulare un nuovo contratto d’affitto e quindi liberarli. Sempre nel 2012 il Comune venderà poi due alloggi - uno residenziale in via Ponzone 2, l’altro di uffici in via Chiavella 3 rosso - entrambi con quota fissata a 250 mila euro. Poi nell’elenco ci sono diversi manufatti-magazzini: in piazza Rebagliati (ex casotto daziario, 25 mila euro), in piazza Lavagnola (25 mila), in via N.S del Monte (30 mila con annesso un terreno). Quindi una “fetta” del campetto da calcio “Maracanà” di via Nizza (la parte degli spogliatoi) il cui valore è ipotizzato in 50 mila euro ma con la giunta Berruti che - forse scottata dal caso del campo da calcio di Legino con la perizia sbagliata dal consulente interpellato - ha chiarito che attende una perizia che confermi o meno la cifra. In vendita ci sono poi diversi terreni in via Alla Marina (10 mila) e in via Alla Rocca (300 mila euro). Mentre il prossimo anno si venderà un altro terreno in via Repusseno (813 mila euro), un alloggio in via Giacchero 2/7 (334 mila), due manufatti in via Famagosta e via Schienacoste (120 e 100 mila euro) e un’area urbana in via Servettaz (100 mila). Infine nel 2014 alcuni locali dell’ex II Circoscrizione in via Schiantapetto (100 mila), un negozio in via don Minzoni (137 mila), gli uffici dell’ex Circoscrizione di via Nizza 1A (535 mila euro).

Più facile il piano della Provincia che vende complessivamente meno beni ma di valore finale superiore: 7,4 milioni in tutto. Il grosso in questo caso è rappresentato dal “gigante” dell’ex Caserma Carmana di via Famagosta 33, ex sede dell’Enaip, valutata 3 milioni. Poi c’è Villa Gavotti della piazza di Legino civico 4 che dopo i tanti tentativi di vendita andati a vuoto ora viene proposta a 1,5 milioni. Quindi tutto lo stabile di via Trilussa 1 ex sede del Provveditorato agli Studi (2,3 milioni) più box (100 mila) e negozio al 35-37 rosso al piano terra (135 mila). Nel lotto di Palazzo Nervi non mancano varie case cantoniere: di Roccavignale (31 mila euro), Castelvecchio di Rocca Barbena (70 mila), Toirano (60 mila) e Pontrinvrea (80 mila). L’ex Centro faunistico di Bormida (150 mila). Due magazzini a Rialto (4 mila) e Castelvecchio (4 mila). Infine vari reliquat stradali dislocati lungo strade provinciali (a Cadibona, Andora, Cairo, Ortovero, Alassio, Spotorno, Pontinvrea) stimati complessivamente sui 20 mila euro.

Il Secolo XIX

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