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LE EMAIL ALLA REDAZIONE | sabato 04 febbraio 2012, 16:39

Albisola: "Evitare un massacro sociale"

"Il Comune si rende disponibile a una variante sulle aree Fac se quest'ultima dovesse delocalizzarsi sul territorio, la proprietà manifesta l'intenzione di farsi anche da parte interamente o parzialmente basta che l'azienda sopravviva.

Il comune e' anche disposto a far costruire al posto del vecchio deposito Acts a un'imprenditore basta che la plusvalenza venga messa nel capitale Fac.

Parliamo di Fac, un nome conosciuto in tutto il mondo nel suo settore.

Ovunque nel mondo della torrefazione chiamaste a nome Fac non ricevereste il telefono in faccia. Ora mi chiedo ma imprenditori, degni di essere chiamati tali, con motivazioni, idee, e capacità di rendere quest'azienda un gioiello dal punto di vista organizzativo non ne esistono più?

L'Unione Industriali, la Provincia, la Regione, e anche il Sindaco Senatore Orsi (che qualcosa ha provato a fare per lo meno) possibile che non ne trovino uno?

La perdita della Fac sarebbe innanzitutto un massacro sociale, visto che le maestranze non sono operai specializzati, e faticherebbero a riciclarsi nel mondo del lavoro, sempre che ne esista in questo paese e soprattutto in questa provincia.

Molti poi sono marito e moglie. Per Albisola sarebbe una perdita inestimabile anche per il mantenimento del nome di paese della ceramica.

Signori non vi si chiede il possibile, ma l'impossibile per salvare il salvabile."

Milanesi Alessandro, Rsu Fac Uilcem

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