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Cronaca | giovedì 29 marzo 2012, 10:45

Smantellata ad Alessandria banda criminale dedita a furti in case, 2 indagati per l'omicidio di Albisola

La polizia ha arrestato cinque uomini, quattro sono albanesi residenti nelle province di Alessandria e Asti. Sono indagati anche per l'omicidio di un'anziana avvenuto ad Albisola colpita alla testa da un arnese in ferro, in seguito all'aggressiore la donna era morta

Un intenso lavoro di intelligence degli agenti della Questura di Alessandria ha consentito di identificare i componenti di una banda di criminali, composta da italiani e albanesi residenti nelle province di Alessandria e Asti, particolarmente agguerrita.

Le accuse sono gravi: furto in abitazioni ed esercizi commerciali, rapina, ricettazione, truffa, detenzione illegale di armi. Inoltre se l'accusa verrà confermata dai riscontri delle indagini anche omicidio: durante uno dei furti ad Albisola, l'anziana proprietaria che si trovava in casa era stata colpita alla testa da un arnese in ferro, in seguito all'aggressiore la donna era morta.  

I nomi degli arrestati sono stati resi noti, oggi, durante una conferenza stampa presso la Questura di Alessandria, presenti il Questore Filippo Dispenza, il capo della Squadra Mobile, Domenico Lo Pane e il capo di Gabinetto, Marina Di Donato. Si tratta di R. C., 25 anni, S. D., E. T., V. M., E. D., cittadini albanesi il più giovane ha 22 anni il più vecchio 26. Nell'organizzazione sarebbero coinvolte altre persone che nelle prossime ore potrebbero essere arrestate.

I metodi della banda erano spietati. L'operazione, ancora in corso in queste ore è stata illustrata dai vertici della Polizia di Stato. I fatti riguardano diversi reati contro il patrimonio perpetrati in Alessandria e in provincia di Asti. Le indagini erano partite il 1° ottobre scorso quando nel quartiere Orti di Alessandria erano state ritrovate un’auto ed una moto risultate rubate. I sospetti che si potessero trattare di mezzi usati per commettere reati erano stati subito forti. Infatti, nel rimuovere la moto era stato trovato uno scontrino fiscale che attestava l’avvenuto acquisto di arnesi da scasso presso una ferramenta. La circostanza aveva indotto le forze dell’ordine ad approfondire le indagini. Gli agenti si erano così appostati per diversi giorni a distanza dal luogo di ritrovamento dell'auto rubata, sul quale era stato collocato un dispositivo gps. Dai riscontri era risultato che l'auto era stata utilizzata ad Asti, per compiere una rapina in un ristorante, il colpo era andato a vuoto in quanto il proprietario aveva tempestivamente reagito e allertato le forze dell’ordine.

L'inchiesta, coordinata dai magistrati alessandrini, è proseguita nelle ultime settimane fino a consentire l’identificazione di tutti i soggetti coinvolti. Il modus operandi della gang per i furti prevedeva la presenza di un palo fuori dalle abitazioni e la forzatura di porte e finestre da parte di altri due o tre complici. Di solito erano presi di mira alloggi disabitati ma l’eventuale presenza di soggetti in casa non fermava i criminali. Infatti il 15 dicembre scorso ad Albisola in provincia di Savona, durante un furto, l’anziana donna presente in casa era stata colpita violentemente al capo con un piede di porco ed era morta in seguito al trauma. Per quell’omicidio, grazie agli elementi di prova raccolti dalla Questura di Alessandria, sono indagati due degli arrestati. Nel corso delle indagini sono state eseguite diverse perquisizioni che hanno permesso di rinvenire merce rubata per un valore ingente posta sotto sequestro; trovate anche armi pericolose fra cui un fucile a pompa pronto all’uso.

Durante le operazioni gli agenti hanno sorpreso in flagranza la madre di uno degli indagati mentre coltivava alcune piante marijuana custodite nel giardino della sua villa. A due degli albanesi sono stati contestati anche l’incendio di una gioielleria in provincia di Alessandria, fatto avvenuto lo scorso 20 febbraio, il danneggiamento di un bar a Vignale Monferrato, avvenuto il 30 novembre scorso più altri episodi in provincia di Asti.

L’operazione, ancora in corso in queste ore, utilizza sessanta uomini, venti  auto con l'ausilio di unità cinofile di Torino e Genova.

Redazione

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