/ Eventi

Spazio Annunci della tua città

Causa limiti circolazione centro città Milano per inquinamento, euro 3 fap, vendo perfetta C5 2.2, automatica, pelle,...

Selezioniamo collaboratori ambo i sessi di età min. 23 anni, per lo sviluppo del mercato di sanità integrativa per...

Scooter usato con tettino parapioggia batterie ok funziona tutto con gomme e camera d`aria.

Auto tenuta sempre in garage, ottime condizioni. Grigio Metallizzata, interni in pelle nera, sedili riscaldabili,...

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Eventi | lunedì 07 maggio 2012, 10:26

Cairo, anticipato a dopodomani l'incontro con Don Gallo a Palazzo di Città

Mercoledì 9 maggio, alle ore 21, presso il teatro comunale di Palazzo di Città, Don Gallo presenta il suo ultimo libro "La buona novella. Perché non dobbiamo avere paura"

Don Gallo sarà a Cairo su iniziativa della Biblioteca Civica comunale per presentare il suo nuovo libro, parlare della crisi dei nostri tempi ma anche di speranza e determinazione, di solidarietà e buona volontà, di giovani, giustizia sociale ed equità: insomma, un appuntamento imperdibile.

La buona novella.  Perché non dobbiamo avere paura

Negli ultimi mesi si sta diffondendo un po’ ovunque una grande paura, per questa crisi inarrestabile, per l’incalzante mancanza di lavoro, e quindi per il futuro dei nostri giovani. Eppure non dobbiamo farci prendere dal panico: la strada verso la soluzione c’è, ed è alla portata di tutti, anche se difficile da praticare. Usciamo dalla “società delle spettanze”, per la quale ogni cosa è dovuta, sempre!”

Don Gallo, spinto dall’urgenza di questo momento storico, prende la parola e annuncia la buona novella: non ascoltiamo i profeti di sventura. La crisi che stiamo attraversando può essere un momento di crescita, di ricostruzione del tessuto sociale, che in questi anni è stato drammaticamente disintegrato.

Per farlo bisogna rimboccarsi le maniche e partire dal piccolo: attraverso una solidarietà liberatrice che non sia semplice assistenzialismo, attraverso l’incontro e l’accoglienza, l’ascolto dei movimenti e delle richieste dei giovani, e soprattutto attraverso la giustizia sociale e l’equità.

L’amatissimo “prete del marciapiede” ci prende per mano e ci mostra la strada, ci incoraggia, ci esorta a non arrenderci: è proprio questo aspetto concreto, pratico, tenace a far sì che il don non sia un semplice maestro, ma un vero testimone. Perché “alla fine, Dio non ci chiederà se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili”.

Com.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore