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Politica | martedì 07 agosto 2012, 11:24

I Verdi finalesi su Piaggio

Prime valutazioni della Conferenza dei Servizi relativa al nuovo Progetto Piaggio.

Dopo le prime autorevoli dichiarazioni, si possono fare alcune considerazioni circa i risultati della Conferenza dei Servizi, convocata dalla Regione Liguria, sul Progetto Piaggio.

Merylin Fusco – Assessore regionale all'Urbanistica – dichiara: “Sono state presentate le modifiche richiesta dalla Soprintendenza che verranno recepite anche dal Comune di Finale Ligure”.

Il Dott. Ponchia – Amministratore Delegato della Finalmare (Gefim, Ersel, Gruppo Ferrero) – afferma come sia ancora necessario “mettere a posto alcuni elementi progettuali, quali la messa in sicurezza del torrente Pora(argini e nuovo ponte della ferrovia) e le bonifiche ambientali”(i terreni dell'area industriale sono fotemente inquinati).

Il Sindaco Richeri esprime soddisfazione per la riduzione delle altezze degli edifici fronte mare, ma perplessità circa le soluzioni adottate per la viabilità. Esprime, inoltre, incertezze circa la finanziabilità di alcune opere pubbliche (probabilmente non è ancora chiaro a chi farà carico la costruzione del nuovo polo scolastico).

Se la riduzione delle altezze sarà di circa 50 cm. (le prime indiscrezioni parlano di una riduzione da 24 metri s.l.m. a 23,50) non si capisce dove siano gli elementi di soddisfazione per il Sindaco.

Si ribadisce, a questo punto, la validità del “rendering” realizzato con l'aiuto di tecnici qualificati (foto), nel quale si dimostra l'insostenibilità dell'impatto ambientale per chi guarda da Finalborgo verso il mare, e ci si aspetta che altri tecnici dimostrino  una realtà progettuale diversa dallo stesso punto di osservazione.

Circa le caratteristiche dei nuovi edifici vista mare - i quali comprenderebbero “un unico complesso squadrettato” - permangono tutte le perplessità già ampiamente evidenziate dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria.

La Soprintendenza, nel bocciare il progetto presentato nei mesi scorsi, lo definiva “con una identità totalmente autonoma rispetto al tessuto urbano storico di Finale Ligure”.

Si dovrebbe avviare, quindi, un progetto veramente in sintonia con il resto della città – tenuto conto , come ha più volte affermato la Soprintendenza stessa – che l'area Piaggio “è compresa tra elementi naturali estremamente significativi per la definizione dell'identità di Finale Ligure – quali il mare, il torrente Pora, la falesia di Caprazoppa e le viste panoramiche che si godono da punti emergenti e significativi di grande fruizione pubblica quali Castel Gavone, le pendici di S. Bernardino – e il suo carattere deriva dall'unione inscindibile di questo paesaggio naturale con il paesaggio costruito, frutto dell'azione dell'uomo”.

Siamo in completo accordo con la Soprintendenza quando dichiara che “la Convenzione Europea sul Paesaggio richiede di riconoscere il paesaggio stesso come componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale, fondamento della loro identità. Il Codice stabilisce che la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale, del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura”.

Il fatto che non si parli minimamente di una riduzione dell'enorme quantità di volumi ci obbliga a ribadire l'assoluta sproporzione tra l'edilizia residenziale generale e la quantità abnorme di seconde case. La stessa Soprintendenza più volte rileva come “la progettazione di una parte di città nell'area Piaggio necessiti di un disegno che induca un uso appropriato e continuativo e che non accentui una marginalità inevitabilmente legata ad un uso di residenze temporanee o una privatizzazione di spazi della città assimilabile ad un modello di “resort” a scapito di una forma urbana integrata e armonioso”.

In conclusione, si auspica il rispetto puntuale delle valutazioni della Soprintendenza invitando la stessa ad insistere sulle giuste prescrizioni – specialmente là dove afferma che “per dimensioni, pregio del contesto naturale e rapporto con l'edificato, il nuovo insediamento può costituire un significativo modello di espansione urbana in ambito ligure, ma solo a patto di farsi carico di tutte le questioni relative agli elementi citati”, ovvero: impatto paesaggistico, volumi eccessivi di seconde case, collegamenti con il contesto urbano adiacente.

Il Portavoce dei VERDI Finalesi

Gabriello Castellazzi

com.

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