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Cronaca | mercoledì 03 ottobre 2012, 20:03

Appeso sulla Cupola di San Pietro: 30000 imprese balneari coinvolte

Marcello Di Finizio ha dimostrato coraggio e determinazione, gli chiediamo di scendere da San Pietro per la propria incolumità. Siamo convinti che la battaglia per la tutela del lavoro e delle imprese balneari la dobbiamo condurre tutti assieme





Il gesto di Marcello Di Finizio, da ieri è barricato sulla Cupola di San Pietro a Roma per protestare contro il rischio concreto che, a partire dal 1° gennaio 2016, le imprese balneari italiane siano messe all'asta, estremizza una situazione che si sta sempre di più esasperando e che coinvolge 30.000 imprese. Esasperazione e timore che ormai da oltre due anni stanno sempre più portando alla disperazione 30.000 famiglie e gli oltre 100.000 lavoratori che le compongono, che si vedono cancellato passato, futuro e certezza del lavoro. Mettere le concessioni all'asta vuol dire, di fatto, confiscare imprese che a quelle concessioni sono indissolubilmente legate. Credo sia la prima volta che lo Stato si accinga a togliere delle imprese a chi le ha create e fatte crescere per metterle all'asta. Ai ripetuti appelli delle Associazioni di categoria le istituzioni preposte e la politica hanno risposto con promesse, assicurazioni, impegni che fino ad oggi non hanno prodotto nulla di concreto. Inerzia che ci pone sempre più al rischio di vedere anni e anni di lavoro inesorabilmente persi e che esasperano sempre più gli animi di chi nel lavoro fonda il futuro delle proprie famiglie. Ribadiamo la necessità che il Governo dia risposte esaurienti alle domande che da tempo poniamo. Vogliamo conoscere il nostro futuro e quello delle nostre famiglie, chiediamo di avere la certezza sul domani delle imprese che da sempre rappresentano il fiore all'occhiello dell'offerta turistica italiana. A Marcello Di Finizio, che ancora una volta ha dimostrato coraggio e determinazione, chiediamo di scendere da San Pietro per la propria incolumità nella convinzione che la battaglia per la tutela del nostro lavoro e delle imprese la dobbiamo condurre tutti assieme.
 

ansa

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