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Cronaca | mercoledì 03 ottobre 2012, 16:07

Scuola, il ministero condannato a risarcire un precario. Codacons: sentenza importante

Nuova vittoria dei precari della scuola. Il Ministero dell’Istruzione, infatti, è stato condannato dal Tribunale di Genova (sezione Lavoro) a risarcire con oltre 30.000 euro un insegnante precario, assistito dal Codacons, per la condizione di precariato in cui lo stesso ha dovuto svolgere per anni il proprio lavoro.

La vicenda nasce pochi mesi fa, quando il Codacons ha lanciato i ricorsi collettivi contro il dicastero dell’istruzione in favore di docenti e personale scolastico che, in sfregio delle norme vigenti, si vedevano rinnovare i contratti a tempo determinato, e quindi prolungare ingiustamente la loro vita professionale all’interno del limbo del precariato.

Il primo ricorso partito dinanzi al Tribunale di Genova per conto un insegnante, ha visto il successo dell’azione legale proposta dall’associazione e il riconoscimento dei diritti del lavoratore.

Scrive infatti il Giudice Enrico Ravera:

“dichiara il diritto della parte ricorrente alla progressione professionale, in conseguenza della stipulazione dei contratti di lavoro a tempo determinato, e per l’effetto dichiara tenuto e condanna il MIUR a corrispondere le differenze retributive non prescritte, in ragione della complessiva anzianità di servizio in misura maggiorata degli interessi legali dalle scadenze al saldo.

Dichiara tenuto e condanna il MIUR a risarcire il danno nella misura di 6 mensilità della retribuzione globale di fatto, con interessi legali dalla data della presente sentenza fino al saldo”.

 

Si tratta di una sentenza molto importante, che spiana la strada ai risarcimenti in favore dei circa 2mila precari della scuola che, attraverso il Codacons, hanno fatto causa al Ministero dell’istruzione al fine di veder riconosciuti i propri diritti di lavoratori e ottenere le retribuzioni finora non percepite, a causa della perenne condizione di precarietà. Docenti e personale scolastico possono ancora aderire ai ricorsi dell’associazione seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it

com.

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