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Val Bormida | martedì 06 novembre 2012, 16:40

Fumo & Sport (di Epanterio)

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“Mercoledì al comune di Cairo Montenotte verrà consegnato il riconoscimento di European Towns of Sport per l’anno 2013 da parte dell’ACES Europe (Association of the European Capitals and Cities of Sport Federation)

 

L’investitura in questione è dedicata a paesi con meno di 25.000 abitanti.

A far compagnia al comune valbormidese vi sono altri 11 centri europei, tra cui 8 italiani (Forte dei Marmi, Monsumanno Terme, Dolo, Morlupo, Castiglione della Pescaia, Giaveno, San Giovanni Teatino e Roseto degli Abruzzi).

La ACES venne fondata nel 2000 a Milano, dove ha sede, ed è presieduta da un italiano. Tra i suoi 5 valori-obiettivo vi è il miglioramento della salute.

La ACES opera in sinergia con la Commissione Europea, e i riconoscimenti annuali sono di 3 livelli: Capitale, Città e Comuni europei dello Sport, e vengono assegnati previa domanda di candidatura al premio.

Dal sito internet si scopre che:

  • l’assegnazione di tali riconoscimenti viene operata da ACES secondo principi di responsabilità e di etica, nella consapevolezza che lo sport è fattore di aggregazione della società, di miglioramento della qualità della vita, di benessere psico-fisico degli individui e di piena integrazione delle fasce sociali in condizioni di disagio - Il premio è un incentivo per le amministrazioni locali e i loro dipartimenti di sport a soddisfare una fondamentale e determinante fabbricazione delle basi che contribuiscono a migliorare il livello generale di salute degli abitanti in un paese, attraverso la cultura del sano esercizio fisico.

Ma la Commissione Europea è a conoscenza che tra i paesi premiati vi è quello di Cairo Montenotte, dove gran parte degli impianti sportivi sono stati realizzati grazie a sponsorizzazioni finanziarie dell’Italiana Coke srl? Quello stesso impianto industriale che la Commissione Europea identifica in un documento del 2009 come “un’importante fonte di emissione di polveri”

In un territorio comunale dove ormai da oltre 5 anni si sforano i livelli di inquinamento da PM10 consentiti dalla Direttiva Comunitaria 2008/50/CE, sforamenti per i quali, unitamente a quelli di altre zone nazionali, la Commissione ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.

Senza considerare le grandi quantità di anidride carbonica emesse dalle industrie locali, nonché da quelle che saranno emesse dalle industrie in progetto.

E la commissione esaminatrice dell’ACES (che penso abbia visitato gli impianti sportivi cairesi) non ha notato che a neppure 100 metri di distanza è presente un impianto di recupero del vetro, con accumuli all’aria aperta di vetro frantumato, dai quali si alzano polveri, che facilmente possono ricadere sugli impianti sportivi stessi?

Ma fare attività sportiva in un’area del genere come può migliorare “la qualità della vita e di benessere psicofisico degli individui?”

Postilla sponsorizzazioni:

se la pubblicità è l’anima del commercio, ma quale prodotto deve cercare di vendere l’Italiana Coke agli sportivi e ai loro spettatori?

E poi (giustamente) vogliono proibire il fumo di sigaretta negli stadi ...”

Epanterio

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