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| venerdì 23 novembre 2012, 15:15

Lo stalking ha bisogno di azioni concrete, non di istruzioni

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Apprendiamo con sorpresa che il Ministro Severino ha proposto la creazione di “un libretto di istruzioni”, utile per interventi nei casi di stalking. Nel comunicato stampa si fa riferimento anche al fatto che vadano aumentati i mezzi di prevenzione: sì, è assolutamente necessario che vadano aumentati ma… a quali mezzi si riferisce? Ne parliamo da anni noi dell’Osservatorio Nazionale Stalking, e da anni ci occupiamo di prevenzione. Abbiamo istituito nel 2007 il CENTRO PRESUNTI AUTORI che si occupa di risocializzare l’autore di staking, al fine di stroncare la recidiva tipica di questo reato (uno stalker su tre dopo la denuncia/condanna continua a perseguitare la vittima, incurante delle misure cautelari). Ad oggi, abbiamo risocializzato, attraverso specifiche sedute di psicoterapia, 200 stalker che – nel 75% dei casi – hanno contenuto gli atti persecutori totalmente o hanno diminuito drasticamente l’attività vessatoria.

Dopo mesi di silenzio, in prossimità del 25 novembre, il Ministro della Giustizia dedica uno spazio allo stalking. Come volontari sul campo e ricercatori, riteniamo umiliante sentire che una pubblicazione possa risolvere la gravissima condizione attuale in Italia.

Oltre 10.000 persone sono vittime di violenza e stalking e oltre 100 sono gli omicidi che avrebbero come movente la stessa violenza (è importante ricordare che il 20% degli omicidi è avvenuto a seguito di una denuncia per stalking). Le ricordiamo inoltre che sono presenti, in tutti i ruoli degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, laureati in scienze psicologiche, scienze sociali, scienze giuridiche, medicina, scienze investigative… specializzati con Master e dottorato di ricerca.

Operatori costantemente aggiornati anche da Organizzazioni Sindacali, una su tutte il Sindacato di Polizia Co.I.S.P. Dal 1996, anno importante per la violenza, il Co.I.S.P. aggiorna e sensibilizza ogni anno, anche con l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia, numerosi operatori.

E’ in atto il XVI° Corso su Violenza, Stalking e Omicidi presso la Questura di Roma, grazie alla sensibilità dell’attuale Questore e di quelli che lo hanno preceduto.

In questi giorni partirà la 10° campagna di sensibilizzazione e prevenzione dal titolo “Violenza, Stalking e Omicidi, quale prevenzione?” Che toccherà le Regioni Lazio, Toscana e Liguria.

Infine, l’Osservatorio Nazionale Stalking, in collaborazione con la Scuola di Dottorato dell’Università di Roma, Tor Vergata, ha iniziato la ricerca finalizzata a perfezionare il protocollo di prevenzione. La ricerca, denominata Aiutaci ad Aiutarti, intende identificare le matrici della recidiva delle presunte vittime (25%) e dei presunti autori (50%).

Per inciso la giustizia solo punitiva in Italia nei casi di stalking, funziona al 50%, mentre la giustizia riparativa che prevede anche un percorso di ri-socializzazione per il presunto autore, funziona al 75%. Per proteggere adeguatamente la vittima dev’essere “fermato” lo stalker, e la sola coercizione non è sufficiente per questa finalità: è necessario PREVENIRE gli agiti più violenti attraverso un percorso di recupero (giustizia punitiva associata a giustizia riparativa). Come precedentemente sottolineato, il nostro protocollo ha recuperato ben 200 stalker. In Spagna, dove si è lavorato in questo senso, in tre anni, dal 2009 al 2011, si è riusciti ad abbattere del 50% gli omicidi preceduti da violenza e stalking".

Concretamente le vere AZIONI si stanno eseguendo solo nel mondo no profit. L’Osservatorio Nazionale Stalking resta a Sua disposizione e a disposizione del Ministro Cancellieri per concerete azioni finalizzate a contrastare lo stalking.

Com. Osservatorio Nazionale Stalking

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