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Curiosità | mercoledì 17 luglio 2013, 10:20

"Savona Scomparsa": alla scoperta delle origini della farinata

Le leggende vogliono che sia nata su una galea genovese dopo una tempesta

La farinata di ceci

La farinata di ceci

Curiosando come di consueto nella pagina Facebook “Savona scomparsa” si trovano spunti che coinvolgono tutti i nostri cinque sensi, quali ad esempio vecchie foto d’epoca che rapiscono la vista o antiche espressioni dialettali che carezzano l’udito. A testimoniare un aspetto della nostra città naturalmente celebrato anche dai membri del gruppo lasciamo pertanto che sia questa volta uno dei sensi non ancora menzionato precedentemente: il gusto.

Nominando la città di Savona e la cucina ligure più in generale non si può non pensare immediatamente ad uno dei piatti nostrani più apprezzati e conosciuti anche al di fuori della Liguria, ossia la farinata nelle sue due varianti di ceci e di grano. Se a vantare le origini più antiche è la farinata di ceci - la quale, risalente all’occupazione romana di Genova, sarebbe stata inventata dagli occupanti per garantirsi un cibo povero ma nutriente, composto solo di ceci ed acqua – ad avere l’esclusiva savonese è invece la farinata di grano, conosciuta anche col nome di farinata bianca o turtellassu. U turtellassu, rispetto alla faìna di ceci, mostra uno spessore minore ed una maggiore croccantezza, oltre a distinguersi ovviamente per la presenza prevalente della farina di grano rispetto a quella di ceci.

Molto suggestive sono le leggende che, raccontate in parte in “Savona scomparsa”, sembrano accompagnare la pietanza nelle sue due versioni, fondendo nell’immaginario collettivo la realtà con la fantasia. Come riportato dal membro del gruppo Marcello Bigongiali, si narra che la farinata di ceci sia nata casualmente nel 1284 dopo la vittoria di Genova sulla città di Pisa. Frutto di una tempesta che colpendo le galee genovesi cariche di prigionieri avrebbe inevitabilmente ribaltato i barili d’olio e rotto i sacchi di ceci, la base della farinata sarebbe stata creata, per caso, dal miscuglio tra questi ingredienti rovesciati sulla nave e l’acqua salata del mare che la bagnava; scarseggianti di risorse e affamati dal viaggio i genovesi avrebbero infatti cercato di recuperare il possibile riempiendo diverse scodelle con una purea di ceci ed olio per sfamarsi. Dopo ciò, la leggenda narra che alcune scodelle furono lasciate al sole componendo una specie di frittella e forgiando nell’inventiva genovese l’idea di cuocere la purea anche al forno: da qui sarebbe nata la farinata di ceci che, per l’occasione, fu nominata l’oro di Pisa.

Riguardo alla farinata bianca invece le fonti leggendarie si rivelano essere numericamente minori. L’unica fonte a tal proposito vuole che questa sia nata in seguito ad un blocco imposto dall’Inghilterra a Genova il quale, impedendo l’arrivo della farina di ceci alla città, avrebbe favorito l’utilizzo di quella di grano. Quali che siano i racconti leggendari che scortano le nostre tradizioni culinarie è vero comunque che, nata come alimentazione popolare per i ceti meno abbienti, la farinata ligure e savonese è oramai conosciuta ed apprezzata in tutta Italia spingendosi, a volte, finanche all’estero.     

Paola Squillace

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