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Curiosità | giovedì 31 ottobre 2013, 17:32

Halloween in salsa ligure: le antiche tradizioni di una volta, dagli officieu ai balletti fino alle menade

A Pietra Ligure i figli dei meno abbienti si recavano pressi i contadini della Val Maremola per chiedere fave, ceci, fagioli, patate e verdure, una sorta di antico dolcetto o scherzetto

Halloween in salsa ligure: le antiche tradizioni di una volta, dagli officieu ai balletti fino alle menade

Precisazione doverose, se chiedete ad un anziano ligure se festeggiava Halloween vi sentirete sicuramente apostrofare dicendo:”Quella festa lì non la conosco, non è nostra. Ai nostri tempi erano i Santi e i Morti”.

Ma non crediate che qua non esistessero tradizioni consolidate, come il classico dolcetto o scherzetto, la versione ligure si chiama infatti “menade”, anzi, andando a cercare nei libri di storia ne troverete ben più di una. Prima della Seconda Guerra Mondiale si usava costruire gli officieu, sorta di candeline allungate che venivano poi ripiegate su stesse sino ad assumere l’aspetto di un officiuolo, ovvero il libriccino per le preghiere.

Altra tradizione ormai persasi nei tempi è quella dei balletti, una sorta di rosario composto da castagne. Il frutto secco veniva infatti infilato con l’ago su di un filo, come per creare una collana, solo che generalmente si infilavano dieci castagne, poi una mela, in modo da comporre un vero e proprio rosario che veniva portata alla funzione religiosa e man mano che veniva sgranato anche mangiato.

E non meno importante la tradizione delle menade, un vero e proprio dolcetto o scherzetto in salsa ligure: in questo caso venivano raccolti cibi, in particolare frutta secca, castagne e fave. Sembra che questa tradizione fosse particolarmente viva a Pietra Ligure, come ci racconta il volume “Folklore di Liguria”: “Pure in Pietra Ligure ed almeno sino al 1947, i ragazzi, figli dei meno abbienti, si recavano secondo una tradizione assai antica, presso i contadini della Val Maremola onda raccogliere prodotti orticoli ( “campa pei morti”, era detta questa operazione) ossia fave, ceci, fagioli, patate e verdure in genere e olio”.

Cinzia Gatti

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