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Eventi | 21 aprile 2014, 15:34

Savona: inaugura il 22 Aprile la mostra sui danni della combustione del carbone

La mostra “END THE AGE OF COAL” di Greenpeace Italia, visitabile presso la libreria Ubik dal 22 aprile “Giornata Internazionale della Terra”, è un percorso fotografico che raccoglie foto scattate in tutto il mondo testimoniando le minacce che vengono al clima e alla salute umana dall’uso del carbone

Savona: inaugura il 22 Aprile la mostra sui danni della combustione del carbone

La mostra di Greenpeace Italia sui danni della cambustione del carbone - a Savona dal 22 aprile “Giornata Internazionale della Terra”

La mostra “END THE AGE OF COAL” di Greenpeace Italia, visitabile presso la libreria Ubik dal 22 aprile “Giornata Internazionale della Terra”, è un percorso fotografico che raccoglie foto scattate in tutto il mondo testimoniando le minacce che vengono al clima e alla salute umana dall’uso del carbone come fonte energetica, e mostrando soluzioni già disponibili e dimostratesi efficaci per un futuro di energia pulita e rinnovabile. Secondo le previsioni dell’IPCC dell’ONU se non si ridurranno presto le emissioni di gas serra la temperatura superficiale della Terra, entro la fine di questo secolo, crescerà tra gli 1,8 e i 4 gradi centigradi.

L’alta concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera è la principale causa dei cambiamenti climatici in corso. Il carbone è responsabile a livello globale di oltre il 40% del totale delle emissioni di CO2 e rappresenta il modo peggiore e più inquinante di produrre energia elettrica. Le aziende che producono energia amano parlare di "carbone pulito" ma di pulito, il carbone, non ha proprio nulla e la CO2 è solo la "punta dell’iceberg". Le centrali a carbone producono 84 differenti sostanze inquinanti (fonte EPA) che comportano anche pesantissime conseguenze ambientali e sanitarie per i territori circostanti gli impianti.

Un impianto di 1000 Megawatt di potenza produce quasi 6 milioni di tonnellate di CO2 all’anno oltre a ossidi di zolfo, ossidi di azoto, metalli pesanti come il nichel, il cadmio, mercurio, arsenico o il piombo, isotopi radioattivi come l’uranio e le famose polveri sottili, responsabili di malattie sempre più diffuse, sopratutto nelle città.

Lo studio "Silent Killers" realizzato da Greenpeace con l’Università di Stoccarda evidenzia gli impatti sanitari dell’inquinamento prodotto dalla combustione del carbone nei Paesi dell’UE: oltre 22 mila morti premature su base annua. Greenpeace chiede all’Unione Europea di fissare nuovi obiettivi vincolanti di sviluppo delle rinnovabili (+45%), di abbattimento dei gas serra (-55%) e di efficienza energetica (+40%) per il 2030.

cs

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