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Politica | 21 aprile 2014, 12:21

La Regione ha varato (adesso) un progetto di sorveglianza ambientale e sanitaria per Savona, Vado Ligure e Quiliano

Obiettivo del progetto è quello di avviare una attività di sorveglianza ambientale ed epidemiologica capace di rilevare effetti sullo stato di salute e valutarne l’associazione con specifiche condizioni di inquinamento atmosferico nell’area geografica interessata dall’impatto ambientale della centrale termo elettrica CTE Tirreno Power di Vado Ligure

La Regione ha varato (adesso) un progetto di sorveglianza ambientale e sanitaria per Savona, Vado Ligure e Quiliano

La Regione Liguria, in collaborazione con San Martino-Ist,  ha varato un progetto di sorveglianza ambientale e sanitaria fra le popolazioni di Savona, Vado Ligure e Quiliano e nelle aree limitrofe potenzialmente interessate dall’impatto di emissioni “puntiformi” e diffuse in atmosfera dalla centrale Tirreno Power.

L’iniziativa è degli assessorati regionali all’Ambiente e alla Salute. Obiettivo del progetto, che rientra nell’Osservatorio regionale  di cui fanno parte i Ministeri dell'Ambiente e della Salute, l'istituito superiore di Sanità, la provincia di Savona, i comuni di Quiliano e Vado Ligure, Arpal-Agenzia regionale per l'Ambiente Liguria, l'Asl 2 Savonese è quello di avviare una attività di sorveglianza ambientale ed epidemiologica capace di rilevare effetti sullo stato di salute e valutarne l’associazione con specifiche condizioni di inquinamento atmosferico nell’area geografica interessata dall’impatto ambientale della centrale termo elettrica CTE Tirreno Power di Vado Ligure.

L’area include dodici comuni identificati sulla base dei modelli di ricaduta delle emissioni di SOelaborati da ARPAL e riferiti alle concentrazioni medie annue per gli anni 2005-2007:  Savona, Varazze, Albisola Superiore, Vado Ligure, Quiliano, Albissola Marina, Celle Ligure, Spotorno, Stella, Noli, Bergeggi, Vezzi Portio. La popolazione residente nel 2012 nei dodici comuni è di circa 113 mila unità.

Il progetto punta a  ricostruire un quadro integrato delle pressioni ambientali delle principali sorgenti di emissione attraverso un sistema di “modellizzazione” della dispersione degli inquinanti in atmosfera ed eventuali altri strumenti di carattere statistico-modellistico. L’Arpal realizzerà mappe di ricaduta (mappe multi-sorgente) di inquinanti atmosferici derivanti sia dalle emissioni in atmosfera della Centrale Tirreno Power, sia dalle emissioni in atmosfera delle sorgenti principali presenti nell’area di studio , dal  traffico,il riscaldamento domestico, alle altre attività produttive.

Proprio per la tipologia delle sorgenti di emissione presenti sul territorio e le proprietà chimico-fisiche e tossicologiche dei contaminanti rilasciati nell’atmosfera, l’indagine riguarderà gli inquinanti rilevati in continuo dalle stazioni fisse di monitoraggio di qualità dell’aria (NOx, SO2, CO, PM10, PM2.5, benzene, toluene, etilbenzene e xileni) e i microinquinanti organici ed inorganici presenti nel particolato atmosferico (idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli).

I tecnici spiegano che “la sorveglianza epidemiologica adotterà l’approccio di “coorte di popolazione” basato sull’aggiornamento della storia residenziale di tutti gli individui, sul loro aggiornamento anagrafico e sul calcolo dei tassi di ricovero, di mortalità e di prevalenza di esiti sfavorevoli della gravidanza”.

 La popolazione base dell’indagine sarà quella residente nei 12 comuni citati..

Le patologie oggetto di sorveglianza epidemiologica (mortalità per tutte le cause, patologie cardiovascolari, cardiopolmonari e respiratorie, tumori dell’apparato respiratorio, leucemie e linfomi, e ) sono state identificate in base all’evidenza scientifica di un’associazione con indicatori di inquinamento atmosferico prodotti durante la combustione di combustibili fossili (biossido di zolfo (SO2), particolato atmosferico (PM10, PM2.5), gli ossidi di azoto (NOx) , oltre al monossido di carbonio (CO) ed altri specifici agenti chimici, tra cui metalli pesanti, diossine e furani, IPA e componenti organici volatili).

Il progetto utilizzerà i flussi informativi dell’archivio sanitario dei certificati di decesso, i dati del Registro Mortalità della Regione Liguria, dell’archivio sanitario delle schede di dimissione ospedaliera (SDO) della Regione Liguria, il certificato di assistenza al parto, oltre ai dati anagrafici dei comuni interessati.

 

cs

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