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Attualità | 30 luglio 2014, 15:00

"Perché Tirreno Power non ha messo il misuratore SME a camino?": i dubbi della Rete Savonese Fermiamo il carbone

"L'azienda nutre forse qualche timore sui dati emissivi che avrebbero potuto o potrebbero emergere?"

"Perché Tirreno Power non ha messo il misuratore SME a camino?": i dubbi della Rete Savonese Fermiamo il carbone

Perché Tirreno Power non ha messo il misuratore SME a camino? Ha forse qualche timore sui valori che potrebbero emergere?”. La Rete Savonese Fermiamo il Carbone interviene all’indomani del comunicato del colosso dell’energia, nel quale l’azienda affermava come: “alla centrale di Vado Ligure sia stato riconosciuto, nello stesso atto di sequestro, il rispetto dei limiti di emissione previsti dalla legge”. (Clicca qui per comunicato stampa)

“Ci pare, sottolinea l’associazione, un'affermazione non corretta o quantomeno gravemente incompleta. I documenti bisogna leggerli per intero e per completezza di informazione riportiamo alcuni passi molto importanti della stessa ordinanza del Giudice (pag 27): “non può tacersi la circostanza che tutti i dati sono stati registrati e monitorati dal gestore in assoluta autonomia e nella totale carenza di controlli da parte delle autorità preposte”; “Anche gli accertamenti compiuti di recente inducono a propendere per l’inattendibilità dei dati registrati dal Gestore attraverso lo SME (Sistema di monitoraggio delle emissioni) installato presso la Centrale termoelettrica” (**)”.

Tra le osservazioni dei giudici savonesi c’era anche quella di non aver sistemato, in base a quanto prescritto dall’AIA, i misuratori di polveri al vertice del camino, :”come richiesto, sottolinea la Rete Savonese Fermiamo il Carbone, anche da ISPRA e dal GIP nell'ordinanza (tanto da condizionare la ripresa dell'attività alla messa in opera del misuratore con controllo di tecnici nominati dal Giudice). Non solo, non troviamo cenni di questo misuratore al camino nemmeno nel nuovo progetto presentato”.

Perché l'azienda (pur in presenza di una autorizzazione ministeriale) non ha messo il misuratore al camino?  Eppure sarebbe stato molto semplice aderire alla espressa richiesta del GIP. Non crediamo si tratti di un problema economico per una azienda a cui non mancano evidentemente le risorse  per avvalersi di eccellenti avvocati e di presunti “migliori esperti italiani del settore”. E allora una domanda si ripropone: l'azienda nutre forse qualche timore sui dati emissivi che avrebbero potuto o potrebbero emergere?”, conclude l’associazione.

 

r.g.

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