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Eventi | 30 luglio 2014, 18:30

Finale Ligure, domani al via la prima edizione del "Fortezza Film Fest"

Alle ore 21,30 nella Fortezza di Castelfranco con la proiezione di Ponyo sulla scogliera del Leone d’oro e premio Oscar Hayao Miyazaki.

Finale Ligure, domani al via la prima edizione del "Fortezza Film Fest"

 

Le proiezioni all’aperto, ad ingresso gratuito, che l’associazione culturale no profit Kinoglaz promuove da anni per avvicinare il grande pubblico al cinema di qualità da vivere e apprezzare in location suggestive come la spiaggia o piazze importanti della nostra Regione, si arricchisce questa’anno con Castelfranco a Finale ligure. In collaborazione col Comune di Finale ligure, Regione Liguria e il consorzio Ifeelgood nasce Fortezza Film festival. L’assessore Claudio Casanova ha sposato da subito il progetto, soprattutto dopo la chiusura dello storico cinema Ondina, auspicandosi che questo sia solo un inizio “ per poter offrire una programmazione cinematografica stabile alla città”.

Da giovedì 31 luglio, alle ore 21,30, quattro straordinari appuntamenti nella Fortezza di Castelfranco, a picco sul mare. Un capolavoro architettonico dove sarà possibile visionare 4 film d’autore, tutti con giovani protagoniste femminili. Dai mari giapponesi al profondo Mississippi, quattro bellissimi racconti di formazione, quattro universi indimenticabili, tra realtà e fantasia, visti con gli occhi di piccole donne che si affacciano al mondo. Quattro grandi autori pronti ad immortalarne lo stupore e la poesia.

Giovedì 31 sarà la volta di Ponyo sulla scogliera del Leone d’oro e premio Oscar Hayao Miyazaki. “Un disegno che, prima di essere gioco e intrattenimento, prova a raccogliere in sé tutto "l'incanto del mondo" così Anna Antonimi titola il suo volume sul regista che ostinatamente vuole a mano tutti i disegni dei suoi film (170.000 quelli necessari per Ponyo sulla scogliera, realizzati da settanta artisti). Nel capolavoro del 2008, torna un po’ della fiaba La Sirenetta di Andersen nella piccola pesciolina di nome Ponyo che, raggiunta la superficie invoca gambe, braccia e capelli rosso fiamma per poter diventare umana e vivere col piccolo amico Sosuke. Un film in concorso alla Mostra internazionale del cinema di Venezia che, come scrisse anche Fabio Ferzetti sul Messaggero è: “davvero da non perdere e adatto a tutte le età” perché presenta tante chiavi di lettura, molte anche di stretta attualità, basti pensare allo tzunami e al rapporto malato che l’uomo ha ormai da anni con la natura. Solo i bambini, possono salvare l’equilibrio spezzato tra questi due mondi, pare volerci dire Myazaki che usa le ‘anime’ come strumento efficace per rappresentare la nostra contemporaneità con un grande mosaico di stimoli, influenze e tradizioni diverse. Per Ponyo sulla scogliera si va dai racconti mitici alla costa Ligure, ripresa dal disegno dell’Inland Sea perché il regista venne nella nostra regione e rimase affascinato. Il film inoltre è anche una è anche una delicata e dolcissima meditazione sulla vecchiaia. L'ospizio in cui la madre di Sosuke lavora raccoglie le spigolosità e le durezze di chi sente la giovinezza sempre più lontana, di chi è costretto ad accompagnarsi alla solitudine e alla noia. Ma poi Miyazaki sceglie l'immagine delle sedie a rotelle abbandonate, vuote, sul limitare del mare. Le anziane inquiline dell'ospizio corrono su prati rimasti incagliati nel fondo del mare, immergendo lo sguardo nelle magie di Grandmammare, e del suo rigoglioso oceano.

Programma

Giovedì 31 luglio

Ponyo sulla scogliera

di Hayao Miyazaki

(Animazione, Giappone 2008, 101’)

L’iniziazione alla vita, la necessità di scendere a patti con la natura, l’innata ambivalenza di ogni essere vivente che intreccia il Male e il Bene senza distinzioni manichee,  la leggerezza e la semplicità con cui la realtà delle pulsioni viene messa in scena. Tutto questo e molto altro nella storia poetica della pesciolina rossa Ponyo che vuole vivere nel mondo degli umani col piccolo Sosuke che l’ha salvata. Un tripudio di colore e pesci meravigliosi che riempiono lo schermo. La risposta che il grande regista d’animazione giapponese voleva offrire alle afflizioni e alle incertezze dei nostri tempi.

IN CONCORSO ALLA 65. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

Giovedì 7 agosto 

La volpe e la bambina

di Luc Jacquet

(Avventura, Francia 2007, 90’)

Jacquet, biologo prima di essere cineasta, continua a raccontare gli animali dal loro punto di vista e a mostrare quanto essi ci possano educare. Qui co-protagonista è la volpe, onnipresente nelle favole d’ogni tempo (da Esopo a Fedro, da La Fontane ai fratelli Grimm) e considerata dall’immaginario popolare come dotata di caratteristiche umane: furbizia, invidia, avarizia. E la bimba, prima modella il suo comportamento su quello degli adulti: dal possesso all’astuzia, dalla caccia alla cattura. Poi il rapporto con la piccola volpe cambia quando sarà l’animale a invitare la bambina nel suo territorio. L’esplorazione si farà, allora, scoperta di meraviglie e contatto con le bellezze naturali. La storia è nata da un incontro che il regista, ancora bimbo, ebbe con una volpe: “Mi trovavo in una radura circondata d’abeti sulle montagne dell’Ain. La volpe non mi aveva visto, tutta presa dalla sua caccia. Provai il desiderio irrefrenabile di avvicinarmi. Lei mi guardò con una forza che mi sconvolse, poi fuggì. Questa è la prima scena del film. Un giorno ci s’imbatte in una volpe e trent’anni dopo si finisce per farne un film”.

Giovedì 14 agosto

Alice in wonderland

di Tim Burton

(Fantasy, Usa 2010,  108’)

Ispirato a entrambi i libri di Carroll su Alice, il film si apre nella Londra dell’Ottocento dove la nostra eroina fugge dalla “mostruosità” della borghesia che la vuole fare prigioniera attraverso una proposta di matrimonio e decide di seguire i mantra paterni: "Per ottenere l'impossibile bisogna credere che sia possibile" e "tutte le persone migliori sono matte". La ragazza inseguirà il Bianconiglio, finendo per cadere nella tana che la condurrà a Wonderland. E poi incontrerà anche il Cappellaio Matto Johnny Deep, capelli rossi e pelle bianchissima. Gli appassionati di Burton ritroveranno la struttura, il ritmo, il cast, la fantasia e i momenti di humour tipici del suo universo. Come le musiche di Danny Elfman.

OSCAR 2011 PER MIGLIOR SCENOGRAFIA E COSTUMI

Mercoledì 20 agosto

The Help

di Tate Taylor

(Biopic, Usa/India/Emirati Arabi 2011, 137’)

Ambientato negli anni Sessanta, durante le prime canzoni di protesta di Bob Dylan che testimoniano e cristallizzano un’epoca di nascente sovvertimento, racconta la nascita di una grande amicizia tra tre donne diverse per età, estrazione sociale e colore della pelle: Skeeter, Aibileen e Minny, che decidono di lavorare ad un progetto comune, che scuoterà la società razzista di Jackson. I rigidi confini sociali che delimitano le loro esistenze finiranno comunque per scontrarsi con i sentimenti di affetto e di solidarietà, e con il vento della libertà che finalmente ha iniziato a soffiare.

OSCAR 2012 A OCTAVIA SPENCER COME MIGLIOR ATTRICE

In caso di maltempo le proiezioni si svolgeranno in una sala della struttura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

r.g.

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