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Politica | 30 luglio 2014, 13:56

Porti: da Savona no all'accorpamento con Genova

Riunione di sindaci e di imprenditori presso l'Autorita' portuale. E i parlamentari del Pd scrivono a Renzi

Porti: da Savona no all'accorpamento con Genova

Savona si oppone all'ipotesi di accorpamento del porto della Torretta con Genova. Il mondo economico e politico locale stamane si e' ritrovato nella sede dell'Autorità Portuale di Savona per manifestare apertamente contro la bozza del decreto Sblocca Italia che tra le varie norme contiene anche l'accorpamento delle autorita' portuali di Genova e di Savona.

Il presidente di Autorità portuale Gianluigi Miazza è categorico: "Faccio solo presente che abbiamo lavori e cantieri aperti per 600 milioni di euro. Una somma ragguardevole che in caso di accorpamento potrebbe essere bloccata come altri investimenti sul porto di Savona - Vado". Duro anche il vicesindaco di Savona Livio Di Tullio: "Non e' una battaglia di Savona contro Genova, ma la necessita' di garantire l'autonomia di uno scalo e di un territorio importanti e soprattutto che stanno subendo una crisi senza precedenti". Per il direttore degli Industriali Savonesi Alessandro Berta "l'accorpamento non andra' a risolvere nessuno dei problemi sul tappeto come quello di una minore burocrazia e di una minore spesa complessiva, ma avra' il risultato di bloccare per un anno le autorita' portuali, il loro personale e gli investimenti in campo". I sindaci dei Comuni membri del Comitato portuale (Savona, Vado Ligure, Bergeggi e Albissola Marina) hanno scritto al presidente della Regione Claudio Burlando per sollecitarlo a chiedere una moratoria prima dell'approvazione del decreto Sblocca Italia, e "promuovere su questa materia una concreta discussione sia con gli enti locali sia con le forze sociali savonesi".

Nel frattempo i parlamentari liguri del PD hanno scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Del Rio e al Ministro Lupi chiedendo di: "Riconsiderare la decisione di intervenire con Decreto e realizzare invece il cambiamento vero di cui i porti hanno bisogno”.

 

Il segretario regionale PD Liguria, Giovanni Lunardon invece ha affermato: "E' nota la mia posizione favorevole ad un forte processo di integrazione della portualità ligure e segnatamente dei due porti che insistono nell'area centrale della nostra regione" afferma.

E continua: "Tuttavia non posso non esprimere forti perplessità sullo strumento che si intende adottare per promuovere questo processo. Il decreto non è la strada giusta. Non se ne capiscono le ragioni di urgenza e soprattutto tende a comprimere tutto il dibattito sugli accorpamenti senza allargare lo sguardo ai diversi fattori di competitività della portualità italiana (reti logistiche, burocrazia, sistema dei controlli, regime delle concessioni, servizi tecnico-nautici, organizzazione del lavoro). Credo sia più utile percorrere la strada del disegno di legge, prevedendo tempi certi entro i quali collocare le scelte di integrazione portuale, consentendo ai territori di fare la propria parte in questa discussione senza forzature. E' maturo anche da noi un dibattito di questo tipo, che lo strumento del decreto invece svuoterebbe calando dall'alto scelte che rischiano di dividere anziché unire come si vorrebbe, dando l'impressione di varare frettolosi processi di incorporazione anziché un disegno di accorpamento che faccia salve la pari dignità e sfere necessarie di autonomia reciproca. Non posso inoltre non esprimere riserve per l'esautoramento dei territori nel nuovo meccanismo di nomina dei Presidenti delle Autorità Portuali, dove non viene più prevista l'intesa con le Regioni, privilegiando una pratica centralistica che sposta le decisioni fuori dalle comunità locali. Mi auguro che ci siano le condizioni perché si scelga la strada del disegno di legge. Noi ci impegneremo perché non venga meno il giusto obiettivo voluto dal Governo di una forte semplificazione e di un ulteriore rafforzamento anche dimensionale dei livelli istituzionali della portualità italiana e ligure, condizione necessaria per competere a testa alta con gli altri porti del Mediterraneo e con i nostri concorrenti del Northern Range".

 

 

r.g.

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