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Attualità | 14 agosto 2014, 18:38

Migliora la condizione delle acque costiere nella riviera ligure

Ancora troppe, però, le zone critiche e la sanzione Europea incombe su diverse città del ponente.

Migliora la condizione delle acque costiere nella riviera ligure

Migliora la condizione delle acque costiere in Liguria rispetto agli anni trascorsi e la nostra regione si allontana dal podio delle maglie nere per la qualità delle acque costiere. Secondo i dati raccolti lungo l’intera costa del nostro Paese dai tecnici di Goletta Verde che hanno effettuato i campionamenti le regioni più critiche sono: Abruzzo (89% di punti inquinati rispetto al totale dei campioni prelevati), Marche (83%), Calabria (79%) e Lazio (75%). La Liguria, con 10 campionamenti oltre i limiti di legge sui 23 effettuati, ha il 44% dei punti fuori norma.

 

“Sono evidenti i miglioramenti della qualità delle acque costiere in Liguria – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria - ma è necessario accelerare sulla costruzione degli impianti e delle infrastrutture per la depurazione, per evitare di pagare le multe della UE a causa delle nostre inadempienze. Nella nostra regione sono ben nove gli agglomerati sotto osservazione perché non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un trattamento adeguato o addirittura non confluisce adeguatamente al sistema fognario. E’ dal 1999, con il recepimento della direttiva comunitaria sulla depurazione, che il nostro Paese e la nostra regione sono avvertiti, non ci possono essere ulteriori giustificazioni con quindici anni di ritardo.”

 

Nella nuova procedura di infrazione 2014/2059 aperta a fine marzo di quest’anno si trovano gli agglomerati liguri di Alassio (con 41.200 abitanti equivalenti), di Andora (38.100 a.e.), di Ceriale (29.400 a.e.), Laigueglia (15.300 a.e.), Lavagna (18.000 a.e.), Millesimo (5.492 a.e.), Pietra Ligure (45.200 a.e.), Riva Trigoso (11.000 a.e.) e Ventimiglia (43.000 a.e.). Questi agglomerati risultano non conformi all’art.4 in quanto non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un adeguato trattamento secondario e per Ventimiglia anche all’art. 3, perché una parte del carico generato non confluisce al sistema fognario.

 

Sono invece dieci (Albenga, Borghetto Santo Spirito, Finale Ligure, Imperia, Santa Margherita Ligure, Quinto, Rapallo, Recco, Riva Ligure) gli agglomerati liguri condannati e multati nel luglio del 2012 dalla Corte di Giustizia europea con le sanzioni.

 

A preoccupare Legambiente poi sono ancora i molti divieti di balneazione che interessano diversi comuni nella nostra regione proprio in pieno agosto e la carenza di informazioni ai bagnanti.

Dall’ultimo aggiornamento dei dati Arpal risultano attualmente alcune zone non conformi alla balneazione per inquinamento nei comuni di Loano, Monterosso al Mare, Pietra Ligure e S.Lorenzo al Mare mentre per chiusura preventiva del Sindaco vige il divieto di balneazione in alcune zone lungo la costa dei comuni di Imperia e Lerici.

“Per una regione che punta sul turismo e la qualità del territorio – commenta Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria – la qualità delle acque di balneazione dovrebbe diventare uno strumento di marketing territoriale e garanzia di salubrità per i cittadini residenti ed i turisti. Sono ancora troppe, nel pieno della stagione estiva, le zone con divieto di balneazione. Sul fronte dell’informazione facciamo riferimento alla cartellonistica sulla qualità delle acque secondo classificazione e standard europei che da quest’anno la Direttiva europea impone di apporre ai comuni. Ad oggi non ve n’è traccia lungo le coste e apprendiamo con piacere che nei trascorsi giorni l’amministrazione regionale insieme al comune di Sanremo abbiano cominciato ad adeguarsi alla norma”.

rg

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