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Attualità | mercoledì 27 agosto 2014, 07:15

Violenza sulle donne com'è la situazione in Val Bormida?

Afferma il comandante dell’Arma della Compagnia di Cairo Montenotte Luca Baldi "Nel 2014 solo un arresto per stalking, un paio di denunce per lo stesso reato ed un altro paio per maltrattamenti in famiglia. Si tratta di casi non gravi"

Violenza sulle donne com'è la situazione in Val Bormida?

 

La violenza sulle donne quotidianamente nella pagina di cronaca dei nostri giornali o tra le notizie dei nostri telegiornali e, ancora di più presente nelle nostre società, magari come fenomeno sommerso, non denunciato che colpisce la nostra vicina di casa, una nostra amica, nostra sorella che troppo spesso non raccontano gli episodi che subiscono o che, se lo raccontano non vengono ascoltate nella maniera corretta.

Ma com’è la situazione nel nostro territorio? Abbiamo voluto chiederlo al Comandante dell’Arma della Compagnia di Cairo Montenotte che ci spiega quale sia, in particolare il processo che porta in alcuni drammatici casi addirittura al femminicidio.

Si parte da minacce, episodi di violenza, appostamenti, telefonate e messaggi fastidiosi ed in generale atteggiamenti poco graditi. Questo è già stalking” afferma il Capitano Baldi.

La situazione è fortunatamente notevolmente migliorata con l’introduzione del reato sopracitato avvenuta nel 2009 che permette di perseguire in maniera più efficace le persone che se ne rendono artefice.

Ma quando si configura il reato di stalking? Quanti episodi sono necessari? “Bastano 2 o tre episodi, fondamentale e. però, la denuncia da parte delle vittime che non devono più temere di non essere seguite una volta fatta la denuncia, infatti, valutando caso per caso gli episodi, la loro gravità, la loro frequenza, siamo in grado di intervenire prontamente e fare in modo di garantire la loro sicurezza, esiste, infatti, la possibilità dell’allontanamento immediato dalla casa familiare, con una semplice autorizzazione telefonica del Pubblico Ministero; poi esiste l’obbligo, quando la polizia giudiziaria viene a conoscenza di tali tipi di reati, di avvisare il centro antiviolenza competente della provincia e di avvalersi di un esperto di psicologia/psichiatria che permette alla vittima di essere portata a conoscenza dei provvedimenti restrittivi e dei risvolti giudiziari a carico del responsabile; infine è scattata l’irrevocabilità della denuncia, per cui, la vittima ha sei mesi di tempo, anziché tre come in precedenza, per presentare la denuncia, ma una volta presentata questa non può più essere ritirata, in tal modo noi possiamo continuare a salvaguardare le parti deboli indagando sui fatti accaduti, nonostante, magari, come spesso accade, per timore, alcune donne poi pensino a ritirare la denuncia”.
In Valle Bormida si registrano fortunatamente pochi casi, le cui modalità rispecchiano l’andamento nazionale. "Nel 2014 solo un arresto per stalking, un paio di denunce per lo stesso reato ed un altro paio per maltrattamenti in famiglia. Si tratta di casi non gravi, tutti risolti felicemente per l’incolumità della vittima, mentre i responsabili sono stati tutti uomini. Più frequenti i casi risolti con l’intervento delle pattuglie in occasione di liti".

Una situazione, dunque, tutto sommato non particolarmente grave e ciò grazie anche alla presenza e all’intervento costante dei Carabinieri e delle Forze dell’Ordine che si adoperano quotidianamente per garantire la situazione di tutti i cittadini con una attenzione particolare alle categorie più deboli come quella di donne e bambini.

 

Mara Cacace

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