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Cronaca | mercoledì 27 agosto 2014, 13:10

Savona, maxioperazione antidroga della Polizia: tre fermi

Fermato anche Davide Mannarà, uno dei protagonisti dei Forconi

Si è conclusa nelle scorse ore una complessa operazione antidroga della Squadra Mobile della Polizia di Savona che ha portato al fermo di tre indiziati, su disposizione del PM Chiara Venturi.

A finire sotto la lente degli investigatori, nell’ambito di indagini legate all’ambito delle sostanza stupefacenti, Alia Gentjian, di 32 anni, Ribaj Boro, di 41 anni, titolari del bar di via Montenotte, ex Vatra  e Davide Mannarà, di 35 anni, tutti residenti a Savona. Quest’ultimo era già noto alle forze dell’ordine per il traffico di droga con Cross Fire ed era stato uno dei protagonisti del movimento dei Forconi dello scorso dicembre.

A seguito delle indagini della Polizia si sono definiti due filoni, uno legato all’acquisto e rivendita di marjuana e l’altro di cocaina: i tre infatti non erano semplici spacciatori, ma rivenditori all’ingrosso di droga.

Getjian era solito rifornirsi a Genova: in due casi l’uomo si era recato a Voltri dove aveva prelevato la droga da una macchina predefinita, per poi occultarla in un magazzino in Piazza Bernini a Savona. Gli agenti hanno iniziato ad attenzionare il soggetto e sono entrati nel locale, dove hanno trovato un chilo e mezzo di marjuana. A seguito del ritrovamento è stato chiesto quindi al PM. Chiara Venturi l’autorizzazione per il sequestro. Dopo diverse settimane di sorveglianza i poliziotti hanno così individuato e seguito Gentjian nel suo viaggio a Genova e ritorno a Savona, dove appunto ha depositato la droga. L’albanese è stato fermato in via Torino, in sella al proprio scooter, con quattro chili di marjuana e arrestato in flagranza di reato per lo spaccio di sostanze stupefacenti.

 

Il Pm Venturi ha emesso un ordine di fermo nella notte tra il 25 e il 26 agosto perché si sospettava che Gentzian stesse cercando di riparare in Albania.

Mannarà era già stato arrestato nel 2009 nel corso dell’operazione Cross Fire. L’uomo in questo caso avrebbe cercato di introdurre in Italia, attraverso dei corrieri in partenza da Valencia, della cocaina, divisa in blocchi da 557 grammi, nascosta all’interno di oggetti erotici di silicone. La cassa contenente la sostanza è stata intercettata e fermata dalla Guardia di Finanza dell’aeroporto di Milano. Il pacco risultava inviato da un emittente spagnolo, al quale risultava anche intestata un’utenza telefonica. A seguito di intercettazioni si è scoperto che il destinatario era lo stesso Mannarà e che la consegna dove essere effettuata presso il bar. A seguito di ulteriori servizi Boro, titolare appunto del locale, è stato arrestato in flagranza di reato, mentre riceveva lo stupefacente e tramite appunto le intercettazioni sarebbe stata stabilita la responsabilità di Mannarà, che anche in questo caso è stato fermato poco prima che tentasse di riparare all’estero, in Spagna.

A seguito di perquisizioni a casa di Gentjian sono stati trovati 4.500 euro in contanti, diverse sim card e cellulari, bancomat e carte di credito, a casa di Mannarà due telefoni cellulari e presso l’abitazione di Boro due bilancini di precisione.

Cinzia Gatti

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