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Cronaca | 26 settembre 2014, 16:44

Savona, scomparsa di Luisa Bonello: interviene la Diocesi

"La dottoressa non ha mai fornito alla Diocesi informazioni precise e circostanziate, limitandosi a riferire di essere venuta a conoscenza di episodi di abuso nell’ambito dell’esercizio della professione medica"

Savona, scomparsa di Luisa Bonello: interviene la Diocesi

"Riguardo alla scomparsa della dottoressa Luisa Bonello, per rispetto alla defunta, la diocesi di Savona-Noli non avrebbe fatto dichiarazioni in merito; si trova ora nella necessità di farlo dopo le affermazioni avvenute durante l’omelia al funerale della Dottoressa" interviene così la Curia savonese alla luce dei funerali di Luisa Bonello. Ieri, infatti, durante la predica don Lupino aveva detto riferendosi a presunti casi di pedofilia 'nascosti' dalla Curia: "Credo che il vescovo, il vicario e il rettore del Seminario debbano fare un esame di coscienza, chi deve andare in pensione ci vada, chi deve pagare sconti la pena con un bel ritiro spirituale a Sant'Agostino dove ci sono le celle per pregare".

La diocesi "per prima cosa esprime partecipazione e commozione per la sua dolorosa scomparsa. Al marito, ai parenti e agli amici della dottoressa garantisce la propria vicinanza, assieme alla preghiera per la defunta. La diocesi, ribadisce in questa sede quanto affermato nel comunicato del 13 febbraio scorso ovvero che la dottoressa Bonello non ha mai fornito alla Diocesi informazioni precise e circostanziate, limitandosi a riferire di essere venuta a conoscenza di episodi di abuso nell’ambito dell’esercizio della professione medica da lei esercitata, ma senza fornire elementi concreti e nuovi per un ulteriore intervento del Vescovo, il quale ha sempre risposto che se aveva informazioni rilevanti doveva rivolgersi all’Autorità competente. Questa è sempre stata e resterà la linea di condotta del vescovo Lupi, sotto il cui episcopato peraltro si è giunti alla riduzione allo stato laicale di due sacerdoti ritenuti colpevoli di abusi" continua la Curia nel comunicato.

"Contrariamente a quanto riportato da alcuni giornali e alle inaccettabili ipotesi di ritorsione da parte della Diocesi, il mandato di ministro straordinario dell’Eucaristia le è stato conferito addirittura successivamente a questi colloqui con il Vescovo, avvenuti in un clima di serenità e collaborazione. Il ritiro del mandato è avvenuto invece tempo dopo esclusivamente perché la dottoressa Bonello conservava in casa l’Eucaristia (come da lei stessa affermato), ribadendo di voler continuare in questo atteggiamento, nonostante fosse stata avvertita della proibizione secondo il Diritto Canonico di tale comportamento. Solo dopo il ritiro del mandato, la dottoressa Bonello si è recata a Roma per portare le sue denunce. Si ricorda d’altra parte che la Segreteria di Stato ha affermato che la documentazione consegnata dalla dottoressa Bonello non ha aggiunto nulla a quanto già la diocesi aveva precedentemente inviato".

"Rispetto alle affermazioni di don Lupino, parroco di Lavagnola che ha celebrato i funerali, si conferma con determinazione che molte sue accuse pubbliche non offrono elementi ulteriori di comprensione rispetto alla completa assenza di elementi oggettivi, che non sono stati portati a conoscenza della Curia. Ad esempio, relativamente all’accusa di gravi comportamenti tra sacerdoti, don Lupino si assuma la responsabilità di fare chiaramente i nomi con prove certe e documentate, altrimenti l’obiettivo non sarà la verità, che la Diocesi stessa auspica in ogni campo, ma soltanto la diffamazione verso i confratelli. Si ribadisce che esistono sedi legittime, sia civili che canoniche, in cui presentare documentate denunce che permettano di affrontare i problemi alla radice". 

c.s.

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