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Attualità | 01 ottobre 2014, 19:15

Tirreno Power, la Libreria Ubik contro la delibera regionale: "Grave affronto, gli amministratori sfidano letteralmente il giudice"

"Grave che un organo amministrativo contesti un'ordinanza di un Giudice, ma soprattutto che deliberi contro di essa. Inoltre nella delibera si ignora il recente miglioramento della qualità dell'aria"

Tirreno Power, la Libreria Ubik contro la delibera regionale: "Grave affronto, gli amministratori sfidano letteralmente il giudice"

“Le delibere del Presidente della Regione e dei due sindaci di Vado e Quiliano sono un nuovo grave affronto ai cittadini e alla Magistratura. Gli amministratori provano a ignorare tutto quanto sostenuto dalla Procura e soprattutto quanto scritto in questi mesi dal Giudice Fiorenza Giorgi nelle varie ordinanze anche successive al sequestro dei gruppi” interviene così in una nota la Libreria Ubik di Savona in merito alla delibera approvata dalla Regione per il rilascio dell'AIA a Tirreno Power.

"Gli amministratori sfidano letteralmente il Giudice, allorchè (nonostante nell'ordinanza del GIP si ritiene punto imprescindibile il misuratore al camino) deliberano che “non risulta accettabile un doppio sistema fiscale di misura”, considerando valida la misurazione alla base delle ciminiere, e rimandando al periodo in cui gli impianti sono a regime un contraddittorio tra Azienda ed ISPRA/ARPAL per la verifica del posizionamento corretto (eludendo anche in questo caso l'ordinanza laddove ordinava che il controllo dovrà essere monitorato da periti di fiducia del Giudice). L'ordinanza del Giudice affermava invece “l’inattendibilità dei dati registrati dal Gestore attraverso lo SME installato presso la Centrale”, ovvero l'inattendibilità dei dati del misuratore non posizionato al camino”.

“Grave quindi che un organo amministrativo contesti un'ordinanza di un Giudice, ma soprattutto che deliberi contro di essa, disattendendo completamente quanto sentenziato. Gli amministratori sfidano inoltre la Magistratura anche quando dichiarano anche che nella prima fase “non si possa (aggiungono “purtroppo...”) consentire il rispetto dei limiti emissivi inferiori delle MTD”, quando questa è ritenuta dalla Procura una condizione imprescindibile alla riapertura. Non solo: gli amministratori ignorano volutamente che non è stata elaborata una nuova procedura VIA Valutazione di Impatto Ambientale, come prevede la legge di fronte a un nuovo progetto (come scritto dal recente comunicato del Comitato Tecnico Scientifico)”.

“Inoltre nella delibera si ignora il recente miglioramento della qualità dell'aria (ossidi di zolfo -45% dal 2010/2011 a oggi nella centralina di Vado Ligure), provando a sostenere una tesi assurda e quasi irreale, ovvero che dal momento del sequestro e dell'interruzione della combustione di 5.000 tonnellate di carbone al giorno l'aria non sia migliorata. Di cosa hanno paura gli amministratori? Hanno forse timore che (se si dovesse ammettere che con la chiusura della centrale c'è stato un miglioramento) se si sostiene la riapertura dei gruppi 3 e 4 i cittadini potrebbero comprendere che vi sarebbe un nuovo peggioramento dell'aria, con le inevitabili conseguenze per la loro salute?”.

r.g.

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