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Attualità | mercoledì 07 gennaio 2015, 11:16

Alla "conquista" dell'Europa in sella di una Vespa: Simone Sciutteri arriva in Svezia

Dopo due stop forzati, uno in Lituania e l'altro a Riga il cellese verso Copenaghen

 

Simone Sciutteri, il bagnino cellese partito ad inizio novembre da casa per completare il giro d'Europa in Vespa – in caso di successo, potrebbe anche far segnare un nuovo Guinness World Record – è appena ripartito da Stoccolma, raggiunta in traghetto partendo da Turku. A bordo di Peyton – la sua Vespa PK50, battezzata così in onore di Peyton Manning, il quaterback recordman in NFL – la mattina del primo gennaio Simone era arrivato ad Helsinki, capitale finlandese, proveniente da Tallin, in leggero ritardo rispetto a quanto aveva preventivato, a causa di alcuni problemi all'impianto elettrico che lo hanno costretto a ripetuti stop tra Lituania e Lettonia.

Il primo stop forzato è avvenuto appena entrato in Lituania; poi il problema si è ripetuto a Riga ed ha richiesto due giorni di sosta forzata e un passaggio in officina per risolverlo definitivamente. “Pensavo di salutare l'anno nuovo già in Finlandia, invece l'ho fatto a Tallin, ma poco male. Gli ultimi dieci giorni sono stati particolarmente faticosi, soprattutto per il freddo e a livello mentale. Ma sono contento di aver sistemato la Vespa e di essere riuscito a ripartire”. Dopo aver montato le gomme da neve a Varsavia – dove ha fatto tappa anche per visitare la tomba del bisnonno, morto in campo di prigionia nel 1944 – Simone si è inoltrato nell'inverno baltico e si appresta ora ad affrontare le strade scandinave.

 

“Fino a qui è andato tutto piuttosto bene. Certo, il freddo ha cominciato a farsi sentire, ma le strade le ho trovate sempre in condizioni accettabili. A parte qualche giorno fa, sulla strada tra Riga – Lettonia – e Parnu – Estonia. Ma è stato un errore mio, sapevo che le previsioni del tempo davano nevicata abbondante, ma dopo gli ultimi giorni di viaggio a singhiozzo avevo troppa voglia di rimettermi in viaggio. Ne ho rimediato la prima vera caduta del viaggio, per fortuna senza conseguenze. Ma lo prendo come un avvertimento: i prossimi giorni cercherò di stare più attento”.

           

I prossimi chilometri dovrebbero portare Simone ad attraversare la Svezia per raggiungere Copenaghen e da lì la Germania. “Siamo intorno ai 7000 chilometri, ne mancano ancora tanti per il record, quindi ancora non ci penso. Sono concentrato sui prossimi chilometri: ancora una settimana di neve e freddo e poi la strada dovrebbe essere davvero in discesa. Allora, forse, comincerò davvero a pensarci”. Attualmente il Guinness World Record nella categoria “Longest Journey on a 50cc” è di 14.500 chilometri circa. Il viaggio di Eurovespa ne prevede circa 16.000, toccando quasi tutti i paesi europei.

           

“Questo viaggio mi ha insegnato già molto, soprattutto attraverso le persone che ho incontrato. In tanti mi hanno aiutato, consigliato, ospitato. Ho capito che Eurovespa non è un viaggio che faccio da solo, ma è un viaggio collettivo, in cui hanno una parte tutti quelli che incontrato lungo la strada. Senza di loro non sarei mai arrivato fino a questo punto, non posso che ringraziarli e andare avanti è il miglior modo che ho per farlo”. Eurovespa è sempre più seguito anche attraverso gli articoli che Simone scrive per moto.it e tramite la pagina facebook del viaggio. Anche l'interesse da parte dei media è cresciuto: Eurovespa è stato poi inserito da Wired nei 10 viaggi dell'anno e in Lettonia, sul portale kasjauns.lv, ha avuto anche la sua prima apparizione sui media internazionali.

           

 

“Confesso che inizialmente è stata una bella pressione per me. Non ero abituato ad avere un seguito e fino a quando non ho messo alle spalle un po' di chilometri, diciamo fino a Istanbul, la avvertivo come una cosa faticosa. Poi, chilometro dopo chilometro, la consapevolezza di aver già fatto un bel pezzo di strada e il fatto di cominciare ad avvertire Eurovespa come un viaggio collettivo, hanno fatto sì che questi contatti diventassero solo una cosa positiva: un grande incoraggiamento a proseguire, che mi ha dato una bella spinta soprattutto nelle ultime settimane, quando ho avuto un po' di difficoltà e qualche momento d'umore particolarmente basso. Tutti i messaggi che ho ricevuto mi hanno ridato slancio e credo che siano diventati davvero una parte importante di questo viaggio”.    

Due mesi ormai di viaggio sono alle spalle, se riuscisse a rispettare la tabella di marcia, Simone potrebbe essere  di ritorno nel giro di due mesi e mezzo: “Per ora non ci penso. Devo essere indietro intorno a marzo per lavoro, ma se tutto andrà bene dovrei farcela. Certo è difficile fare previsioni, per il momento. A volta anche la stanchezza si fa sentire, ma sia io che Peyton ci sentiamo ancora piuttosto in forma e certamente ce la metteremo tutta per proseguire il più possibile”.

 

r.g.

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