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Attualità | 09 febbraio 2015, 08:00

Riconversione dell'ex aree Piaggio di Finale:"L'hangar nuovo polo culturale e no alla politica delle seconde case"

Giovedì incontro promosso dal "Comitato per la salvaguardia del finalese":"Nuovo progetto deve essere incentrato anche sul rilancio occupazione e pensato insieme ai cittadini"

Riconversione dell'ex aree Piaggio di Finale:"L'hangar nuovo polo culturale e no alla politica delle seconde case"

Il futuro delle ex aree Piaggio di Finale Ligure: è questo il tema al centro dell’incontro pubblico che si svolgerà giovedì 12 febbraio, alle ore 21, in Sala Gallesio. Promotore della serata il “Comitato per la salvaguardia del finalese”, che conta circa trecento aderenti.

Abbiamo invitato, spiegano gli organizzatori, il sindaco e gli amministratori pubblici a partecipare. Scopo dell’incontro è conoscere lo stato dell’arte sulle ex aree Piaggio. Lo scorso inverno è stato dato lo stop al vecchio progetto di riconversione urbanistica e ora vogliamo capire come verrà trasformato il sito”.

In passato il Comitato aveva proposto di convertire lo storico hangar in una sorta di officina culturale, sul modello del celebre museo di arte contemporanea Bicocca di Milano, costruito all'interno di un ex sito industriale. “Non dimentichiamo , prosegue un portavoce dell’associazione, che questa struttura è stata progettata dall’architetto Momo, lo stesso che ha costruito diversi edifici e le celebri scali elicoidali di accesso al Vaticano, copiate anche dal Guggenheim di New York”.

L’accordo di programma del 2006 prevedeva che le aree ospitassero anche un centro di ricerca: a nostro avviso è tempo di pensare ad un progetto di stampo europeo.  Non è pensabile destinare gli spazi unicamente a delle seconde case, vista anche l’attuale crisi dell’edilizia residenziale. Vogliamo che i cittadini vengano coinvolti nella realizzazione di questo progetto, che deve essere anche incentrato sul rilancio dell’occupazione”.

La chiusura della Piaggio ha significato infatti per Finale la perdita di posti di lavori diretti e legati all’indotto dell’industria. E’ tempo dunque di ripensare ad un nuovo progetto e di farlo con i cittadini”, conclude il Comitato.

 

Cinzia Gatti

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