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Cronaca | 09 febbraio 2015, 15:43

Stella, delitto Macciò: il pm chiede 20 anni per omicidio volontario per Scardino e Tognini. Dalla difesa, "la volontà dei ragazzi non era uccidere"

Oggi l’udienza per il processo con rito abbreviato di fronte al giudice Emilio Fois. La sentenza definitiva è attesa mercoledì. La difesa ha chiesto che il reato sia considerato non omicidio volontario ma colposo

Stella, delitto Macciò: il pm chiede 20 anni per omicidio volontario per Scardino e Tognini. Dalla difesa, "la volontà dei ragazzi non era uccidere"

Omicidio di Stella, il pubblico ministero chiede 20 anni per omicidio volontario. Questa la condanna proposta oggi dal pm Chiara Venturi per i due genovesi Claudio Scardino e Alessio Tognini, accusati di omicidio volontario e rinviati a giudizio per la morte dell'amico Andrea Macciò, ucciso da un colpo di fucile il 14 dicembre 2013 in una villetta di Stella San Bernardo. Nei vent’anni rientra anche l’accusa di occultamento di cadavere. Inoltre, in via secondaria, il pm ha chiesto 10 anni di condanna nel caso di omicidio preterintenzionale e 4 anni per omicidio colposo.

Questa la richiesta avanzata dal pubblico ministero oggi durante l’udienza per il processo con rito abbreviato di fronte al giudice Emilio Fois. La sentenza definitiva è attesa invece mercoledì.

Il colpo che ha ucciso il rappresentante di commercio Macciò il 14 dicembre di due anni fa nella casa a Stella, è il frutto di una azione volontaria secondo la tesi portata avanti dal pm Chiara Venturi che aveva chiesto il rinvio a giudizio per Scardino e Tognini.

Invece per la difesa non ci sono dubbi, Tognini ha sparato accidentalmente. “Ha sparato pensando che il fucile fosse scarico – ha affermato l’avvocato Carlo Biondi – Tognini ha sparato istantaneamente e istintivamente senza verificare che nel fucile ci fosse una carica”. La difesa di Tognini ha chiesto infatti che il reato sia considerato non omicidio volontario ma colposo.

“Scardino non ha sparato, se lo sparo è stato posto in essere colposamente è molto difficile sostenere che ci sia un concorso per omicidio colposo – ha affermato il legale di Claudio Scardino, Emi Roseo - Se l’omicidio colposo è avvenuto per disgrazia e per uno stupido scherzo, è evidente che Scardino non poteva immaginare che Tognini avrebbe posto in essere questo scherzo”. E continua: “Noi siamo molto dispiaciuti per i familiari della vittima, ma la volontà dei due ragazzi non era assolutamente quella di uccidere. E’ stata una negligenza e una leggerezza da parte di Tognini che Scardini non può rispondere”. Presente durante l’udienza anche l’avvocato della famiglia di Andrea Macciò che si è costituita parte civile.

Attesa quindi per le valutazioni del giudice che emetterà la sentenza definitiva mercoledì.

Debora Geido

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