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Attualità | 06 luglio 2015, 16:30

Le telecamere di France2 sulle ciminiere di Vado e sull'energia di Gaz de France

Due settimane fa è stata raccolto materiale per un servizio televisivo per la trasmissione d'inchiesta "Complement d'enquete": GdF è il principale azionista di Tirreno Power

Le telecamere di France2 sulle ciminiere di Vado e sull'energia di Gaz de France

Le telecamere di France 2 puntate sulle ciminiere della Tirreno Power. Il 25, 26 e 27 giugno due giornaliste della più famosa emittente televisiva pubblica francese hanno raccolto materiale per realizzare un servizio dedicato alla centrale a carbone di Vado Ligure, chiusa dall’11 marzo 2014 con il sequestro dei gruppi a carbone VL3 e VL4. Accompagnate in questo loro viaggio dal giornalista savonese Mario Molinari.

Le reporter hanno intervistato moltissime persone, incluso il Presidente dell’ordine dei medici savonesi Ugo Trucco e il Procuratore Capo Francantonio Granero, titolare dell’inchiesta su Tirreno Power. Attualmente risultano ottantasei indagati a cui vengono contestati, a vario titolo, sei capi di imputazione: disastro ambientale colposo aggravato, disastro sanitario colposo aggravato, abuso d’ufficio, disastro colposo aggravato e omicidio colposo plurimo.

Le giornaliste hanno acquisito moltissimo materiale, dai documenti, alle rassegne stampa, ad immagini di repertorio per realizzare uno speciale sulla centrale di Vado che verrà trasmesso a settembre su France2, all’interno di “Complement d’enquete”. Una trasmissione di inchiesta, simile all’italiana Report condotta da Milena Gabanelli.

Principale azionista della Tirreno Power è Gaz de France Suez (ne detiene il 50%, il 39% a Sorgenia, il 5,5% a Iren il restante 5,% a Hera” ndr), colosso francese dell’energia pulita. Proprio su questa tema sembra verterà il servizio.

“Nel 2007, spiega il dott. Ugo Trucco, nel nostro bollettino avevamo presentato dei dati che facevano supporre un eccesso di mortalità, confermato poi dallo studio epidemiologico della Procura di Savona”. “All’epoca, prosegue il medico, non fummo mai ascoltati. Presentammo i documenti ai sindaci del territorio e all’assessore regionale Renata Briano e da parte di tutti c’era un certo scetticismo su quello che dicevamo”.

“Noi non siamo per la chiusura della centrale, ma per l’uso della migliori tecnologie possibili. Speriamo che le persone che devono prendere delle decisioni lo facciano in maniera più responsabile, che non soffra il comprensorio e la salute” conclude Trucco.

Cinzia Gatti

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