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Loanese | 31 agosto 2015, 12:45

"L’‪acqua deve restare un bene comune", presa di posizione dell'amministrazione comunale di Borghetto

“Come Amministrazione Comunale siamo molto preoccupati per come si sta evolvendo la riorganizzazione della gestione del Sistema Idrico Integrato"

"L’‪acqua deve restare un bene comune", presa di posizione dell'amministrazione comunale di Borghetto

Presa di posizione dell’Amministrazione Comunale di Borghetto Santo Spirito sulla scelta di gestione dell’acqua da parte del sistema idrico integrato.

L’‪acqua deve restare un bene comune: noi siamo a favore di un governo pubblico delle acque, come da sempre avviene a Borghetto – afferma il sindaco Giovanni Gandolfo -  che garantisca un ciclo industriale virtuoso per Ambiti Territoriali Ottimali, dimensionati per ridurre i costi ed avere una gestione vicina alle esigenze dei territori e dei cittadini.

 

Come già risaputo i Sindaci del medio ponente (da Borgio a Laigueglia) avevano da tempo  ribadito, insieme a tanti altri amministratori, che la gestione del Servizio Idrico Integrato deve rimanere pubblica ed abbiamo indicato come strada quella di creare un ATO (Ambito Territoriale Ottimale) del ponente savonese capace di creare le migliori opportunità di sviluppo e gestione di questo servizio e che permetta di continuare nella gestione pubblica e partecipata della ricchezza più grande che esista sul territorio.

 

Da mesi la Servizi Ambientali, che ha sede a Borghetto S.S. e di cui il comune è il secondo azionista, sta lavorando assieme alla S.C.A. di Alassio ( la Società che gestisce gli acquedotti di Alassio, Laigueglia e Villanova d’Albenga ), entrambi a capitale pubblico - per la gestione futura degli acquedotti della zona del ponente.

 

Entro il prossimo 30 settembre infatti, in base all’art. 7 del Decreto cd. “Sblocca Italia” si deve disporre l’affidamento del servizio ad un gestore unico, pubblico o privato. E questo deve avvenire tramite le Regioni che devono deliberare sugli A.T.O.. Entro questa scadenza se non sarà deciso per il consorzio pubblico nei comuni del savonese, per effetto del decreto, tutta la gestione potrebbe finire in mano a IREN. 

 

Dopo il referendum del 2011, nel quale il 54% degli elettori aveva votato contro la privatizzazione del sistema idrico, poco, o praticamente nulla, è cambiato.

 

“Come Amministrazione Comunale  siamo molto preoccupati per come si sta evolvendo la riorganizzazione della gestione del Sistema Idrico Integrato (acqua, depurazione, fognatura) nella nostra Provincia, afferma sempre Gandolfo. Come sindaco mi sono preso l'impegno di mantenere l'acqua pubblica, come richiesto per altro da  tutti quei cittadini che nel giugno di quattro anni fa hanno votato per dire no alla privatizzazione dell'acqua".

 

rg

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