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Cronaca | mercoledì 09 dicembre 2015, 09:44

Scongiurata la chiusura della Prefettura di Savona, il sindacato di Polizia: "Punto di partenza, minaccia di attentati terroristici sempre più pressante"

"Necessari equipaggiamenti a norma, incrementare stipendi e organico di polizia"

"Era del tutto sbagliato - afferma il segretario generale Daniele Tissone- cancellare presidi essenziali di sicurezza, legalità e tutela sociale con un provvedimento che minacciava di chiudere ben 23 uffici territoriali (tra cui appunto quello di Savona)".

"In questi giorni il ministro Alfano, evidenzia il Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia Cgil Segretaria Provincia di Savona, ha pronunciato la parola fine a mesi di angoscia, a mesi che abbiamo passato a chiedere, in tutti i modi, di non proseguire sulla strada di chiusura dei presidi di sicurezza".

"Con tutte le nostre forze, prosegue il segretario generale Daniele Tissone, siamo andati avanti, imperterriti, con comunicati stampa, presidi, manifestazioni di piazza e altro per far arrivare le nostre invocazioni nella stanza dei bottoni. Ora, possiamo finalmente dire di esserci riusciti! Una pazzia sarebbe
stata la chiusura della Prefettura di Savona, così come per le altre ventidue dislocate nelle varie regioni italiane".

"Questo però, prosegue Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia Cgil Segretaria Provincia di Savona, non può essere un punto di arrivo ma dovrà necessariamente essere il punto di partenza. La minaccia di attentati terroristici, da sempre attuale, si fa sempre più pressante".

"Il Giubileo è ormai alle porte e l'apparato di sicurezza dello Stato sta cercando di prevenire gli annunciati attacchi. Purtroppo,però, i suoi uomini sono sempre gli stessi. Sono gli stessi di un anno fa, quando chiedevamo equipaggiamenti a norma, a partire da semplici pantaloni per arrivare alla sostituzione dei giubbotti antiproiettile, non solo inidonei per i tempi attuali, ma spesso scaduti".

"Proprio quest'ultimo argomento, prosegue il Sindacato di Polizia, è stato recentemente tema di seguitissimi programmi televisivi. Non è cambiato nulla. Nessun giubbotto è stato sostituito. La minaccia, invece, si è fatta più vicina e ora i nostri operatori, quelli più esposti, quelli in prima linea, sulla strada, quelli più vicini al cittadino, sono ancora più vulnerabili. Non possiamo più attendere un solo istante. Potrebbe significare far la conta di vite, non di numeri". "Indispensabile incrementare l'organico delle Forze di polizia. Nuovi
dispositivi di protezione individuale, metal detector ai varchi di accesso ai presidi di polizia, nuove autovetture e attrezzature per fronteggiare adeguatamente l'emergenza. Il tempo è anche scaduto per il riconoscimento di un adeguato trattamento economico".
"Impensabile chiedere altri sacrifici senza un cospicuo riconoscimento economico ai suoi uomini. Non i soliti spiccioli! Non è più il momento di risparmi, faremmo la cresta a scapito dei nostri uomini, dei cittadini e di tutti noi", conclude il sindacato.

r.g.

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