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Politica | 21 febbraio 2016, 12:56

Detenuti impiegati in lavori socialmente utili, Arecco: "Opportunità disattesa nel savonese"

"A Savona tanti cittadini lamentano la scarsa pulizia e cura dei giardini pubblici, marciapiedi. La risposta potrebbe venire dall'applicazione della normativa"

Detenuti impiegati in lavori socialmente utili, Arecco: "Opportunità disattesa nel savonese"

“Lavori socialmente utili, un’opportunità purtroppo disattesa da parte di troppe amministrazioni pubbliche”. A mettere in luce questo fatto è il consigliere della Lega Nord Massimo Arecco, che prosegue: “Nell’ambito del savonese il personale dell’ufficio di esecuzione penale esterna del ministero di Grazia e Giustizia incontra palesi difficoltà ad individuare amministrazioni pubbliche disponibili ad elaborare programmi congiunti per l’applicazione del trattamento”.

“Per certi tipi di reati, prosegue l’esponente forzista, la legge consente agli imputati per reati minori punibili con la sola pena pecuniaria, o con la pena edittale detentiva non superiore a quattro anni, di svolgere, tra le altre cose, lavori di pubblica utilità”.

“Ciò costituisce,evidenzia Arecco, un danno notevole per la collettività che, “a costo zero”, potrebbe disporre di abbondanza di manodopera da impiegare in molteplici attività per le quali le risorse economiche disponibili sono carenti e inoltre, dal punto di vista sociale, consentirebbe il pieno recupero degli imputati per reati minori”.

“Al tempo stesso, prosegue l’esponente leghista, questa circostanza, depriva di un’opportunità preziosa persone alle quali si potrebbe evitare un futuro contatto con la realtà carceraria”.

“Nel caso specifico di Savona, continua l’esponente della Lega Nord, tanti cittadini lamentano la scarsa pulizia e cura dei giardini pubblici, dei marciapiedi, segnalano l’inciviltà di quei padroni di cani che non ne raccolgono le deiezioni o che lasciano “sporcare” liberamente gli animali senza alcuna attenzione, criticano il proliferare di azioni vandaliche attuate imbrattando pareti e facciate con scritte e graffiti, oppure invocano una migliore manutenzione dei sentieri boschivi”.

“Il Comune, prosegue Arecco, innanzi a tali condivisibili critiche, adduce di frequente la giustificazione che, stante l’entità del problema, non è in grado di investire ulteriori denari per incrementare il numero di mezzi e di operatori da impiegare per risolvere tali problemi, scaricando esclusivamente l’intera colpa sul comportamento scarsamente civico delle persone.  In parte, tale giustificazione può essere in parte condivisa, ma la soluzione deve, in ogni caso, essere individuata e attuata dalla pubblica amministrazione”.

“La risposta potrebbe venire dall’applicazione della normativa vigente. Decine di persone, che volessero usufruire dei benefici di legge consentiti dal programma di trattamento, potrebbero essere quotidianamente impiegate, a titolo gratuito, per spazzare e lavare quotidianamente i marciapiedi dell’intera città, cancellare le scritte sui muri, svuotare i cestini dei rifiuti, mantenere puliti i sentieri nelle aree boschive circostanti il centro urbano, ecc. ecc”.

“Penso, prosegue Arecco, al riguardo, al risparmio economico che ne ricaverebbe la partecipata comunale ATA. Ciò gioverebbe evidentemente alla collettività, senza costituire elemento di disturbo per un mercato del lavoro asfittico e in crisi”.

“Al tempo stesso, ed in una più ampia prospettiva, evitare oggi incarceramenti, laddove possibile, potrebbe domani scongiurare il rischio di situazioni di sovraffollamento delle strutture penitenziarie.

"E’ incredibile come chi, periodicamente invoca indulti e amnistie per motivi umanitari, non favorisca l’implementazione degli strumenti giuridici esistenti. Stupisce che, in una città da sempre governata dalla sinistra, temi sociali e di pubblica utilità come questi, in realtà, non abbiano mai interessato gli amministratori pubblici. Quando si parla di nomine ed incarichi, invece … !”, conclude Arecco

                                                                                                                                  

c.s.

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