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Politica | mercoledì 02 marzo 2016, 12:00

"Piano Casa" in consiglio a Finale: l'amministrazione Frascherelli dice sì, ma con limitazioni

"La superficie di nuovi alloggi non potrà essere inferiore a 50 metri quadri, vietato il frazionamento per gli edifici in zona agricola realizzati a servizio del fondo da meno di dieci anni. Ammesso il cambio di destinazione di edifici non residenziali inferiori a 200 metri quadri"

 

Il Comune di Finale dice sì al “Piano Casa”, ma con importanti limitazioni. Nel corso del consiglio comunale che si svolgerà domani sera l’amministrazione guidata dal sindaco Ugo Frascherelli voterà le modifiche alla legge regionale 22 del 2015, che individuano le porzioni di territorio escluse dall’applicazione della normativa.

“Questa facoltà, spiega il primo cittadino, è purtroppo limitata esclusivamente  agli interventi di minore consistenza, quali gli ampliamenti percentuali di edifici esistenti con volumetria non superiore a 1500 metri cubi. Non è invece stata estesa, come sarebbe stato auspicabile, alle possibilità di profonda trasformazione territoriale, conseguente alla demolizione e rilocalizzazione anche  fuori sito di edifici residenziali  di volume pari a 2500 mc e fabbricati produttivi  di consistenza sino a mc. 10.0000, ammessi dagli art. 6 e 7 della nuova legge che, di fatto, si sovrappongono totalmente alle indicazioni del PUC vigente con il rischio di vanificarne, o comunque indebolirne, in contenuti pianificatori”.

“Questa limitazione, evidenzia il sindaco Frascherelli, è fastidiosa, anche in considerazione del fatto che la pianificazione urbanistica spetta agli Enti Locali e non può essere periodicamente travolta da normative sovraordinate spacciate per eccezionali”.

“Non potendo per legge escludere l’intero territorio comunale, continua il sindaco, l’Amministrazione ha improntato le proprie scelte  sull’analisi delle caratteristiche insediative ed infrastrutturali dei diversi ambiti nonché sulla messa a sistema dei vincoli ambientali e di settore presenti sul territorio”.

“Le zone automaticamente escluse dall’applicazione del piano casa, spiega l’assessore all’urbanistica Marinella Orso, sono comunque molte soprattutto in forza del fatto che circa l’80% del territorio è assoggettato a regime di conservazione  dal piano territoriale di coordinamento paesistico o risulta gravato da speciali vincoli di  in edificabilità”.

L’amministrazione Frascherelli ha introdotto però delle ulteriori limitazioni, escludendo, :”diversamente da quanto  approvato con la Delibera n. 134 del 21 dicembre 2009 della precedente Amministrazione, che consentiva l’applicazione del piano casa in alcune parti  dei nuclei storici  di Finalborgo, di Gorra, in  località Costa e di Perti, tutti i centri storici, anche minori, nonché gli insediamenti classificati come “nuclei isolati con regime di mantenimento” dl Piano Paesistico Regionale”.

“La delibera contiene, spiega la Orso, ulteriori limitazioni dato che la superficie  di eventuali nuovi alloggi non potrà essere inferiore a 50 metri quadri, è vietato il frazionamento per gli edifici in zona agricola realizzati a servizio del fondo da meno di dieci anni ed è ammesso il cambio di destinazione di edifici non residenziali inferiori a 200 metri quadri esclusivamente dove tali operazioni  sono previste dal PUC vigente”.

“Tali scelte discendono infatti dalla volontà di garantire  i massimi livelli possibili di tutela delle caratteristiche di pregio del territorio ma, nel contempo, senza inibire quegli ampliamenti di modesta entità che concorrono  al miglioramento architettonico, funzionale, statico ed energetico del patrimonio abitativo minore”, conclude il sindaco Ugo Frascherelli.

 

Cinzia Gatti

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