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Cronaca | giovedì 07 aprile 2016, 12:14

Casa squillo in via Nizza a Savona: la Polizia arresta una maitresse cinese

La cinese teneva per sè l'ottanta per cento dei proventi: gli annunci erano pubblicati sui quotidiani o su internet

Scoperta dalla Polizia di Stato una casa squillo in via Nizza a Savona. Ieri pomeriggio gli agenti della squadra mobile della Questura sono intervenuti all’interno di una palazzina, dove hanno arrestato una donna cinese con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione. Indagati anche due cittadini italiani, uno di Milano e l’altro di Vercelli, in stato di libertà.

Ad insospettire gli agenti il continuo via vai di persone all’interno dello stabile, in particolare di ragazze asiatiche e uomini. Le indagini hanno così portato alla luce un complesso sistema criminale, fatto di annunci online e sui quotidiani e due case di appuntamenti, una a Savona e l’altra a Vercelli.

Maitresse era W.G., cinese di 45 anni, residente nel capoluogo piemontese e irregolare sul territorio. L’appartamento di via Nizza, così come quello in Piemonte, era stato affittato con un prestanome. La donna, che al telefono si faceva chiamare Monica, aveva pubblicato sui giornali e su internet annunci che promuovevano le prestazioni sessuali. Chi chiamava parlava con un vero e proprio call center a luci rosse, che fissava orari, luoghi e tipo di prestazioni, in base alle richieste dei clienti.

A seconda della posizione geografica la straniera indirizzava le persone a Savona e Vercelli. Un sistema ben studiato, che prevedeva anche un turn over ogni venti giorni delle ragazze.

Dopo diverse settimane di indagini, ieri gli agenti sono entrati in azione.  W.G. ieri è infatti arrivata a Savona in treno, dove l’attendevano i poliziotti che hanno iniziato a seguirla. La donna ha preso il bus numero 6, insieme ad una connazionale destinata a diventare una squillo, per arrivare in via Nizza. Qui è entrata nell’appartamento per poi uscirne con una borsa ed è in questo momento che è stata fermata dagli uomini della Questura.

All’interno aveva 5mila euro, in banconote da cinquanta e venti, avvolti con la pellicola, derivanti dall’attività di prostituzione. La straniera teneva per sé l'ottanta per cento dei guadagni.

A seguire è stato effettuato anche una perquisizione all’interno dell’appartamento della donna a Vercelli. Qui sono stati ritrovati altri duemila euro in contanti e telefoni cellulari, con i numeri pubblicati sugli annunci.

La 45enne, nell’ambito dell’indagine coordinata dal Pm Chiara Venturi, è stata pertanto arrestata con l’accusa di favoreggiamento alla prostituzione.

Cinzia Gatti

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