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Eventi | 20 aprile 2016, 11:30

A Savona la mostra personale dell’artista Renato Geido

In Villa Cambiaso dal 23 al 30 aprile. Inaugurazione sabato alle ore 17. Macchinista di 55 anni, Geido è un pittore autodidatta, paesaggista e surrealista che predilige nelle sue opere il panorama ligure

A Savona la mostra personale dell’artista Renato Geido

Dal 23 al 30 aprile 2016 Villa Cambiaso ospiterà la mostra antologica dell’artista Renato Geido. L’inaugurazione è prevista sabato 23 aprile alle ore 17.00. Saranno oltre una trentina i quadri esposti dal pittore savonese nello splendido scenario di Villla Cambiaso in via Torino: una raccolta inedita delle opere realizzate ad olio in oltre trent’anni di attività artistica.

Macchinista di 55 anni, Renato Geido è un pittore autodidatta, paesaggista e surrealista che predilige nelle sue opere il panorama ligure, in particolare dell’entroterra savonese, inserito in un contesto irreale e onirico. Gli elementi caratteristici che contraddistinguono le opere artistiche sono la simbologia ermetica e alchemica, i vagonetti, i treni, i funghi e la macchia mediterranea.

La mostra antologica sarà inaugurata sabato 23 aprile con presentazione dell’artista e rinfresco. Apertura al pubblico in Villa Cambiaso fino al 30 aprile negli orari dalle ore 17.00 alle ore 19.00.

Nel panorama artistico savonese Renato Geido annovera diverse critiche d’arte.

La critica artistica di Aldo Pero: “Anarchico, eccessivo, sregolato, incredibile: se questi aggettivi vi piacciono si può parlare di Renato Geido; altrimenti vi conviene lasciar perdere. In effetti avrebbero potuto comprenderlo in tutte le sue ragioni artistiche soltanto Magritte e Dalì, e ci sarebbe da discutere anche su questa affermazione che tende a costringere in un orizzonte artistico determinato un pittore senza schemi, avvolto nell'intimo dalle stesse nebbie che ama trasferire sulla tela. Insomma, Geido è il pittore cui nessuno avrebbe potuto pensare. Ma esiste, e gliene siamo grati”.

La critica artistica di Marco Pennone: “Il surrealismo allo stato puro: Renato Geido è approdato da tempo nella famosa “Isola-che-non-c'è” (il paese di Utopia), cioè in un mondo d'ispirazione onirica, di assoluta libertà espressiva, dove accanto ad elementi reali, presenti nel paesaggio noto ed amato intorno a Savona (es. la centrale elettrica liberty di Lavagnola ed i ponti della ferrovia nel tratto verso il Santuario, oppure scorci della costa di ponente e di levante), egli colloca elementi immaginari, carichi di simboli ancestrali ed alchemici. Un Surrealismo “allo stato puro”, il suo, che fa del pensiero profondo e delle sconfinate possibilità dell'immaginazione lo spazio infinito entro il quale nascono e si sviluppano i suoi quadri. Artista creativo quant'altri mai, i cui paesaggi rispettano fedelmente la prospettiva ma al contempo si collocano in una sorta di iperspazio multidimensionale, in cui l'occhio dell'osservatore è invitato ad entrare per esplorare ogni minimo dettaglio, curato con certosina pazienza e intessuto di una fittissima trama allegorico-simbolica”.

La critica artistica di Franca Maria Ferraris: “Contrastante e densa di allegorie, fredda e caldissima, realistica e visionaria, talora perfino drammatica, così si offre allo sguardo l'arte pittorica di Renato Geido. Di fronte a un tale genere di opere (oli su tela), alcune anche di grandi dimensioni, cercarne la chiave di lettura diviene un esercizio quanto mai affascinante poiché come sprone vi si avverte la categoria del mistero. Mistero che trae origine sia dalla simultanea presenza sulla stessa tela di due paesaggi diversi seppure paralleli, sia dalla contaminazione tra elementi reali ed elementi creati dall'energia visionaria del pittore. C Mistero che si accresce per le sottili simbologie alchemiche presenti nelle composizioni, e per i loro significati allegorici. L'assiduo lavorio di scavo interiore compiuto dall'autore è conseguente alla riproduzione di un "topos" del paesaggio locale. È da questo infatti che nasce l'ispirazione per la creazione di paesaggi altri, facendo sì che figure realistiche convivano accanto a figure immaginarie”.

c.s.

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