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Attualità | 23 giugno 2016, 15:32

Maturità, al Liceo Grassi la matematica è un'opinione. Traccia "fattibile" per alcuni, "impossibile" per altri: "Ma dal Ministero ci credono tutti geni?"

La traccia ha previsto lo studio della funzione e integrali e due problemi: uno sul progetto di un tubo di gasolio da riscaldamento per un piccolo condomino e il secondo viene graficata una funzione continua e derivabile da 0 a infinito

Maturità, al Liceo Grassi la matematica è un'opinione. Traccia "fattibile" per alcuni, "impossibile" per altri: "Ma dal Ministero ci credono tutti geni?"

E' finita la seconda prova dell'esame di maturità per gli studenti in Provincia di Savona. Questa mattina i maturandi del liceo Scientifico Orazio Grassi si Savona si sono confrontati con la prova specifica di istituto, matematica: c'è chi se la è cavata e chi ha trovato delle difficoltà.

La traccia ha previsto lo studio della funzione e integrali e due problemi: uno sul progetto di un tubo di gasolio da riscaldamento per un piccolo condomino e il secondo viene graficata una funzione continua e derivabile da 0 a infinito.

Tra gli studenti intervistati il problema più scelto è stato il secondo. "L'esame è stato tosto ma fattibile", affermano i ragazzi della classe quinta I, del corso Scienze Applicate. "Eravamo preparati per poter fare questa prova, non era facile ma mettendoci la testa avevamo le basi per poterla fare bene", interviene Mattia Tessitore. "Abbiamo scelto quasi tutti il problema numero 2 dove c'erano tanti grafici da fare, era più lungo da sviluppare ma fattibile", affermano Agnese Marsiglio e Gabriele Costa.

Maggiori difficoltà hanno trovato i ragazzi della quinta B del corso Tradizionale: "Troppo difficile, abbiamo scelto tutti il problema 2, un po' più fattibile". Afferma Alice Romagnoli: "La prova era molto più complicata rispetto alle simulazioni che abbiamo fatto in classe e alle prove di maturità degli scorsi anni". "Con la preparazione che abbiamo avuto del programma scolastico era difficile fare bene la prova", affermano Elena Bruzzone e Nikita Scapin. "Rispetto alle prove fatte in classe e alla preparazione avuta, l'esame era difficile - afferma Erinda Haklaj - Ma dal Ministero credono che gli studenti siano tutti dei geni?".

Debora Geido

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