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Sanità | 23 giugno 2016, 19:04

Riforma della sanità, M5S: "Senza coraggio che aumenta i costi"

I membri del MoVimento in Commissione Sanità bocciano ALi.Sa., la nuova azienda sanitaria della Regione, attorno a cui oggi sono stati auditi i direttori generali sanitari liguri.

Riforma della sanità, M5S: "Senza coraggio che aumenta i costi"

“Una riforma della sanità modesta e senza coraggio che aumenta la macchina amministrativa e relativi costi, senza scontentare nessuno, non aggredisce in alcun modo le reali emergenze sanitarie del territorio e accentra il potere in un solo ente, rendendo ancora più marginali i territori. Insomma, cambiare tutto per non cambiare nulla”.

Così i membri del MoVimento 5 Stelle in Commissione Sanità bocciano ALi.Sa., la nuova azienda sanitaria della Regione, attorno a cui oggi sono stati auditi i direttori generali sanitari liguri.

“Si aggiunge una nuova super Asl con pieni poteri, mantenendo intatte tutte le altre Asl e tutti i direttori sanitari, che diventeranno meri esecutori materiali. Pagati, però, come se avessero le identiche prerogative di oggi – spiega Francesco Battistini – Siamo alla riforma del vorrei ma non posso. Forse qualcuno in Giunta preferisce non scontentare nessuno per paura di intaccare il proprio bacino elettorale. Risultato? Un’altra riforma che aggiunge sprechi, senza fornire alcun valore aggiunto”.

“Ben venga maggior coordinamento e una governance centrale – sottolinea Andrea Melis – Ma per fare questo non è affatto necessaria una nuova azienda. Basterebbe sfruttare meglio le risorse già esistenti come il Dipartimento Salute della Regione e ARS, con costi ridotti ed effetti migliori”.

Alice Salvatore offre una lettura politica di ALi.Sa, allargando lo sguardo allo scenario nazionale, in particolare al referendum costituzionale di ottobre.

“Ormai convinti che vincerà il Si e che, con la revisione del titolo V della Costituzione, la sanità sarà sempre più accentrata a Roma – osserva la portavoce M5S – Toti e Viale hanno trovato il modo per creare un nuovo Direttore generale, uno sanitario e uno amministrativo, ovviamente offrendo una corsia preferenziale agli amici lombardi. Non è un caso, infatti, che la regia di tutto ciò sia del commissario straordinario di Ars Locatelli”.

“In questo modo le risorse sanitarie saranno destinate a nuovi, ricchi, emolumenti per queste alte cariche, invece di essere investiti nel servizio sanitario pubblico – conclude Salvatore – L’assessore Viale con un’abile mossa apre ai lombardi e probabilmente agli amici degli amici, senza intaccare minimamente i privilegi degli altri direttori sanitari. E il cittadino? Ancora una volta, resta stritolato tra i privilegi della vecchia politica e sempre più sprovvisto di servizi, dunque di diritti”.

cs

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