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Attualità | 22 luglio 2016, 18:59

Operazione Alchimia, l'ex poliziotto De Logu: "Accame era solo un mio vicino di casa al quale ho consiglito di stare alla larga da certi personaggi"

De Logu: "Sul mio conto è stato scritto tutto ed il suo contrario. Vorrei non fossero fatti processi paralleli e tutelare sopratutto la mia famiglia"

Operazione Alchimia, l'ex poliziotto De Logu: "Accame era solo un mio vicino di casa al quale ho consiglito di stare alla larga da certi personaggi"

La ‘ndrangheta allunga, ed anzi affonda, i suoi tentacoli in Liguria facendo di questa regione la base degli interessi del Nord Italia.

A rivelarlo è la delicata indagine “Alchimia” condotta dalla Dda della Calabria in collaborazione con le Forze dell’Ordine locali che ha portato all’arresto di personalità mafiose della zona, tra queste Gullace, Fameli, Fazzari e Accame.

Proprio quest’ultimo personaggio di Albenga (vedi articolo per approfondimento), è stato individuato come “uno degli uomini del boss” grazie alla serie  gli accertamenti ed intercettazioni  nelle quali sono finiti anche altre persone tra esse Davide De Logu, ex agente  della Polizia di Stato.

Fabrizio Accame era mio vicino di casa, quando venne da me a chiedermi cosa pensavo dei suoi rapporti con Gullace gli ho detto di stare alla larga da quell’uomo e che, secondo me, poteva essere anche sottoposto a controllo” spiega Davide De Logu.

“L’ho detto come battuta – continua De Logu – ben sapendo però che Gullace come anche Fameli erano persone dalle quali stare alla larga”.

“L'ombra nera della gogna mediatica incombe ora, però su di me e sul buon nome della mia famiglia, proprio per questo voglio oggi fare questo chiarimento. – continua – Vorrei che tutti possano comprendere il mio profondo turbamento e vorrei lanciare un appello affinché non si celebri un processo parallelo a quello che si svolge nelle aule di un tribunale e, vorrei precisare che in questo procedimento e inchiesta non sono un indagato”.

Continua De Logu “Sul mio conto è stato scritto tutto ed il suo contrario, si era detto che ero stato spogliato della divisa mentre invece sono stato io a fare domanda di pensionamento e a dare le mie dimissioni per permettere alla giustizia di fare il proprio corso e l'ho fatto in assoluta serenità perché credo profondamente nelle Istituzioni che ho servito per 20 anni e che oggi finalmente mi hanno dato risposte concrete”.

Conclude “Non voglio combattere battaglie ma rammentare che esistono valori costituzionalmente garantiti,diritti fondamentali della persona invito per tanto all'onestà intellettuale al rispetto del dovere di continenza il rischio è che altri possano sentirsi come me in questo momento:spogliato della dignità di essere umano a vantaggio del trionfo del pregiudizio che purtroppo non lede solo me ma irrimediabilmente i miei figli ,mia moglie e le persone che più mi stanno accanto e che mi amano”.

Mara Cacace

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