/ Eventi

24 Ore

Cerca nel web

Eventi | 26 luglio 2016, 08:00

Dal 2 agosto a Savona torna la rassegna "Vetrine d'artista"

Fino al 1 settembre la personale di Mariarosa Scerbo

Dal 2 agosto a Savona torna la rassegna "Vetrine d'artista"

Dal 2 agosto al 1 settembre in corso Italia a Savona torna la rassegna “Vetrine d’artista”, con la mostra personale di Mariarosa Scerbo.

Di seguito la descrizione dell’evento:”Artista a tutto tondo che spazia dalla ricerca sulla ceramica alla pittura su tessuto,  fino allo studio molto personale nella corrente dell’arte sacra contemporanea. Ha appreso i segreti della ceramica nel crogiuolo culturale di Albisola degli anni Sessanta del secolo scorso, con i maestri Fontana, Crippa, Rossello per citarne alcuni, poi, via via, anche attraverso la sua vita trascorsa per molto tempo a  Chicago ed in Kuwait, ha affinato quella vena, certamente innata, per il disegno ed il colore delle sue tele, sempre molto personali nell'’indagine della contemporaneità, delle sue ferite, delle sue scoperte con l’uomo al centro di drammi e di felici gesti. Già Aldo Capasso ha scritto nel 1978, per una presentazione di una delle sue innumerevoli mostre in Italia ed all’estero, come la Scerbo si distingua da altri grazie alla sua “inclinazione a non puntare sui motivi decorativi, e neppure sul paesaggio, ma sulla figura umana e sul volto umano, creando spesso, in grandi piatti, dei Ritratti veri e propri. Il piatto è trasformato in quadro, così adottando la tecnica dell"'Ingobbio", a terra fresca”. Eleganza, finezza nel gioco della luce si riscontrano nei temi derivati dalla natura – i fiori – oppure nel delineare giovani donne di eterea bellezza, molto poetiche. Sicurezza nella tecnica, capacità personale nel gestire il tratto dei pennelli con estrema delicatezza, acutezza a volte, tonalità essenziali, sfumature silenti al fine, pare, di cogliere il respiro del vento, l’anima delle cose. Non a caso la sua qualità di sensibilissima interprete dell’arte sacra contemporanea mette in luce, ancora una volta, il suo ricco bagaglio iconografico, il suo sentire la tradizione, anche quella religiosa,  come lievito irrinunciabile per guardare oltre e dentro di sé”.

 

c.s.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium