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Eventi | 01 agosto 2016, 07:30

A Vado e Quliano nasce il comitato per il sì al referendum costituzionale

Oggi alle 17:30 presso la Sms Aurelia di Valleggia incontro

A Vado e Quliano nasce il comitato per il sì al referendum costituzionale

Oggi presso la Sms Aurora di Valleggia, alle ore 17.30 la presentazione pubblica del Comitato per il Sì al referendum Costituzionale di Vado e Quiliano.

Le comunità di Vado e Quiliano hanno scelto di darsi un comitato per il Sì al referendum costituzionale: non uno strumento di propaganda, ma di discussione: vogliamo dire “perché sì”

I circoli del Pd hanno dato la propria disponibilità a realizzare iniziative e momenti di approfondimento, aperti a tutti, rispettosi delle opinioni di ciascuno, ma con la determinazione a fare emergere le buone ragioni di un Sì alla legge approvata dal Parlamento, che ha modificato la Costituzione proprio secondo le regole che la Costituzione stessa ci ha messo a disposizione.

Coordinatrice del Comitato è Patrizia Duce, che sottolinea: “l’obiettivo è avere istituzioni più sobrie e semplici, più veloci e più rappresentative. Una democrazia rinnovata è il miglior sforzo che la buona politica può compiere per superare i suoi limiti.”

“La nostra Costituzione”, afferma Paolo Veirana, tesoriere del Comitato “è effettivamente una delle più belle al mondo, specialmente nella prima parte, quella inerente i diritti e doveri dei cittadini; tanto bella che i nostri padri, e madri, costituenti, nell’art. 138, hanno inserito la possibilità di poterla modificare e adattare alle nuove sfide che il futuro ci presenta. Proprio peressere fedeli ai principi della prima parte della Costituzione occorre oggi cambiarne la seconda parte.”

Secondo Roberto Costagli, vice coordinatore del Comitato, “la riforma tocca punti chiave di un dibattito antico, a partire dal superamento del bicameralismo paritario, “figlio del dopoguerra”, attraverso un nuovo assetto, con il Senato, ridotto da 315 a 100 componenti, che rappresenta gli enti territoriali,  e la Camera, con una forte legittimazione elettorale, che dà la fiducia al Governo. Sono tenuti fermi i poteri del Capo dello Stato, le maggioranze di garanzia per la sua elezione, come per quella della Corte Costituzionale”.

Al Comitato ha aderito Anna Giacobbe, deputata ligure del Pd, convinta che: “rinnovare la democrazia e le sue istituzioni sia un compito fondamentale: la riforma costituzionale che abbiamo votato in Parlamento, e che sarà proposta ora al giudizio dei cittadini e della cittadine, costituisce un importante sforzo di autoriforma delle istituzioni”.

Veirana ricorda anche che “con questa riforma sarà possibile una maggiore partecipazione dei cittadini, perché il Parlamento avrà l’obbligo di discutere e deliberare sui disegni di legge di iniziativa popolare, entro tempi certi e saranno introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo.”. E Costagli: “Questa legge fa chiarezza sulle competenze tra Stato e Regioni, evitando finalmente la confusione e la conflittualità tra Stato e Regioni che ha ingolfato negli scorsi 15 anni il lavoro della Corte Costituzionale”

Secondo Patrizia Duce “’l’occasione referendaria non va sprecata: l’Italia non può permettersi di ricominciare ancora tutto daccapo ancora una volta. Rispettiamo le ragioni del no, ma dobbiamo evitare che prenda piede l’idea che ancora una volta l'Italia non ce la faccia a cambiare se stessa e le sue istituzioni, dopo anni di dibattiti e di riforme incompiute.

c.s.

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