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Attualità | 10 agosto 2016, 18:30

Andora, il negozio "Claudio Abbigliamento" spegne 50 candeline

"Abbiamo vissuto lo sviluppo turistico di Andora. Vendiamo costumi, ma negli anni '70 gli stranieri volevano guanti in pelle e maglioni made in Italy

Andora, il negozio "Claudio Abbigliamento" spegne 50 candeline

 

50 anni di attività per il negozio "Claudio Abbigliamento" di Andora, aperto il primo maggio del 1966 da Claudio Molinari ed ora gestito dalla moglie Gianna Arcidiacono che ha voluto che l’importante anniversario fosse festeggiato l’8 agosto, giorno del compleanno del marito scomparso prematuramente nel 1989.

Il sindaco di Andora Mauro Demichelis ha consegnato un riconoscimento a nome  dell’Amministrazione, sottolineando l’importanza di esercizi storici come questo.

"E’ doveroso il tributo ad un negozio di lunga tradizione che ha servito generazioni di turisti ed andoresi e che grazie alla sua professionalità ha raggiunto questo importante traguardo – ha detto il primo cittadino di Andora – 'Claudio Abbigliamento', come altri storici esercizi andoresi, hanno vissuto e costruito lo sviluppo economico e turistico di Andora, riuscendo ad adattarsi ai tempi che cambiano".

Ed in effetti, scorrere le foto d’epoca del negozio vuol dire far emergere la storia turistica di Andora che parte dalla fine degli anni sessanta quando un paese da prevalentemente rurale, cominciava ad aprirsi al turismo accogliendo anche molti stranieri, conquistati dalla bellezza dei luoghi.

"Quando sono arrivata ad Andora, era una valle di pesche – dice Gianna Arcidiacono – il nostro era praticamente l’unico negozio di abbigliamento e serviva anche l’entroterra. Noi vendiamo abbigliamento e costumi, ma negli anni ’70, d’estate in vetrina appendevamo anche maglioni, guanti e giacche in pelle. Per gli stranieri, eravamo una sorta di avamposto del made in Italy in Riviera: olandesi, tedeschi, svizzeri arrivavano qui per il bel mare e per acquistare quei prodotti che nei loro paesi avevano costi proibitivi. In seguito, con l’ulteriore sviluppo del turismo di massa e delle seconde case, abbiamo fidelizzato una clientela prevalentemente italiana, di cui abbiamo vestito almeno tre generazioni".

 

c.s.

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