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Politica | 10 agosto 2016, 12:15

Albenga, Ciangherotti e Perrone (FI): "Bimbi autistici senza logopedista da quasi un anno. Un dramma per oltre 40 famiglie"

"Abbiamo incontrato diverse mamme dei bimbi utenti del Consultorio familiare albenganese che accompagnano - o meglio, vorrebbero accompagnare i propri figli a fare terapia dalla logopedista e dalla psicomotricista in Viale VIII Marzo"

Albenga, Ciangherotti e Perrone (FI): "Bimbi autistici senza logopedista da quasi un anno. Un dramma per oltre 40 famiglie"

"Bimbi autistici senza logopedista da quasi un anno. Un dramma per oltre 40 famiglie". Succede ad Albenga, e a denunciarlo sono i consiglieri ingauni di Forza Italia, Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone che affermano:

"Abbiamo incontrato, ieri pomeriggio, diverse mamme dei bimbi utenti del Consultorio familiare albenganese che accompagnano - o meglio, vorrebbero accompagnare i propri figli a fare terapia dalla logopedista e dalla psicomotricista in Viale VIII Marzo, 12. Una situazione paradossale quella che ho ascoltato dalle dirette interessate e che con fatica riesco a raccontare, proprio perchè di mezzo ci sono bimbi innocenti che non ne possono davvero nulla dei disservizi di un'Azienda sanitaria. È brutto da dire, ma se le cose non cambiano, allora vuol dire che ci sono bambini di serie A e bambini di serie B, anche tra chi è portatore di patologie curabili con interventi di riabilitazione neuro psicomotoria e/o della comunicazione e del linguaggio. Tutte terapie indispensabili per la risoluzione del disagio infantile sia di natura psichico che organico. E il disagio per un disservizio che va avanti da diversi mesi capita proprio ad Albenga, nella nostra Città che si è sempre distinta per sensibilità e attenzione, dove per centinaia di bimbi del distretto sociosanitario albenganese in lista per le terapie, vi sono nell'organico del Consultorio soltanto una psicomotricista, dott.ssa Giulia Rovelli, assunta a tempo pieno e tre logopediste, la dott.ssa Doriana Pizzo, assunta a tempo pieno e dallo scorso dicembre assente dal lavoro perchè in maternità, la dott.ssa Irene Conte, in capo alla Cooperativa Il Faggio per 36 ore settimanali e la dott.ssa Elena Cassani, sempre in capo alla Cooperativa Il Faggio per 24 ore settimanali. Addirittura un solo neuropsichiatra, la dott.ssa Alessandra Frau, con una decina di ore settimanali. Troppo poche figure professionali in rapporto al numero di bimbi con problemi motori e/o verbali, nonostante siano tutti, medici e terapiste persone eccezionali «che si fanno in quattro per aiutare i bimbi» confermano le mamme che abbiamo incontrato. E se è vero che per la mancata sostituzione della logopedista dipendente in maternità, di fatto i bimbi suoi pazienti, circa una quarantina, sono stati abbandonati dal Consultorio, costringendo le famiglie a ricorrere ad un servizio privato a pagamento perchè in Asl non c'è la sostituta, allora occorre trovare subito delle soluzioni al problema. Prima di tutto perchè parliamo di bambini e in secondo luogo perchè la maggior parte di loro, pur avendo un quoziente intellettivo nella norma, rischia di regredire senza poter imparare a parlare e senza terapia non riesce a sviluppare il pensiero astratto che caratterizza la crescita dell'individuo. «Qualunque insegnante di scuola conferma come la tempestività di una diagnosi in un bambino con difficoltà sia importantissima – spiega la mamma di un bimbo affetto da disprassia – e i mesi trascorsi in attesa di una visita per la diagnosi precoce e un iter burocratico al rallentatore per la terapia impediscono di attuare subito gli interventi  necessari per far si che si abbiano miglioramenti in tempi ridotti: da una diagnosi che aiuti gli insegnanti a comprendere cosa poter chiedere all’alunno o quali strumenti compensativi siano necessari, fino alla richiesta di un insegnante di sostegno». Se, ad esempio, tra la segnalazione delle insegnanti e la visita presso il Consultorio intercorre un periodo troppo lungo, il bambino sarà penalizzato perché si perderà tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato in maniera più efficace. Ci sono, ovviamente le strutture private, ma non sempre i genitori sono in grado di far fronte alla spesa, spesso onerosa. Non vogliamo che Albenga si distingua in negativo. Queste famiglie non meritano di essere lasciate indietro. Questi bambini non paghino le scelte sbagliate di altri".

r.g.

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